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Jonathan Coe

Middle England

Jonathan Coe


Feltrinelli, 2019

di Corrado Ori Tanzi
Chissà, forse la Brexit è nata dalla dissoluzione dell’homo britannicus e dal conseguente scolorarsi della tradizionale big picture che l’inglese contemporaneo ha imparato ad avere come orizzonte almeno fin dagli anni di Winston Churchill. Poi arriva l’economia, più distante ancora le nuove antipatie sociali.

Non esattamente un romanzo da inquadrare nella neocategoria che passa sotto il nome di Bre-lit, Middle England di Jonathan Coe è la fotografia di cosa è rimasto della celeberrima società di mezzo su cui da sempre si fondano le ricchezze dell’Isola. Con personaggi che ci arrivano dagli ultimi romanzi dello scrittore di Birmingham (La Banda dei Brocchi, Circolo chiuso), la storia parte nel 2010 e si chiude nel 2018. Nel mezzo, un’elezione del Parlamento inglese e il famigerato referendum sull’Europa.

Il filo gira attorno ai Trotter, tipica famiglia delle Midlands. La nuova vita da scrittore di Benjamin, il suo legame con la sorella Lois, e poi Sophie, la figlia di quest’ultima, ricercatrice universitaria paladina del politicamente corretto che non abbandona neanche quando le si ritorce contro. Attorno a loro l’intera nazione cambia pelle, s’irrigidisce, sperimenta le prime paure nonché l’azione di trippa e nervi, è pronta a mercificare l’identità politico-sociale che la contraddistingue per una promessa di sicurezza e tranquillità. Temi di forte attualità nell’intero continente europeo, ma che in Inghilterra sono sfociati in quel terremoto che il 23 giugno 2016 fu appunto il referendum sulla Brexit.

A leggere con distacco le vicende dei personaggi in gioco ne riceviamo indietro un’immagine di tragicommedia sapientemente scritta, animata da una narrazione perfettamente guidata da uno dei più puri raccontatori della letteratura inglese contemporanea. Entrandoci un po’ più dentro rimaniamo spaesati dalla precarietà di un’era che trasforma quello che ieri era vero. Nel magma delle trasformazioni della società inglese è ancora possibile distinguere un ceto da un altro, anche se la caduta verticale dei profili che ci permettono di identificarli è inarrestabile. Cambiano le parole e i modi, in nome della democrazia e del riformismo si fustigano le differenze, il privato si fa frustrante il pubblico non ha quasi più collante. La rete aiuta ad alimentare confusione e ignoranza.

Questo è il catalogo. Ma non si può più scendere.

 

Jonathan Coe, Middle England, Feltrinelli, 400 pagg., 19 euro

Corrado Ori Tanzi https://8thofmay.wordpress.com



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