John Kennedy Toole

John Kennedy Toole La bibbia al neon


Marcos y Marcos, 2004, € 13,50 Romanzo | Narrativa

di Simona
“ …E così adesso sono su questo treno. E’ appena spuntata l’alba….Qui siamo in pianura. Adesso che è chiaro vedo che da queste parti non c’è neanche una collina. Non ho mai visto una pianura e mi chiedo che effetto faccia viverci. Io sono abituato a vedermi intorno le colline e i pini, ma qui non ci sono né pini né altri alberi alti, soltanto degli alberi bassi e come appiattiti, che di certo non ondeggiano al vento”

C’è un ragazzino sensibile e sognatore che cresce in un piccolo villaggio sonnolento, bigotto e crudele, nella profonda provincia rurale americana. Ha un occhio osservatore e una particolare propensione ad accettare in maniera quasi impassibile ogni evento, comprese le tante difficoltà che si abbattono sulla sua famiglia.
Il padre che perde il lavoro e diventa violento, l’arrivo in famiglia dell’eccentrica zia Mae che, accompagnata dalla fama di cantante, riesce a dare scandalo nel piccolo paese in mano ad un pastore bacchettone e retrogrado. Una comunità di moralisti che fa ricadere automaticamente il biasimo per la zia sulle spalle di David, vittima persino delle angherie della maestra, moglie del pastore. Eppure il ragazzo continua la sua vita, consapevole dell’ipocrisia imperante, ma scegliendo di attraversare le difficoltà in silenzio. Così resta silenzioso quando la famiglia, sempre più malridotta, si allontana dagli occhi della gente e si auto-reclude in una baracca sgangherata su una collina sormontante il paese. Resta silenzioso alla notizia della morte del papà, caduto in guerra in Europa, e resta silenzioso di fronte alla progressiva pazzia della madre. Resta silenzioso anche quando si ferma in città il tendone di un predicatore che, nel giro di un mese, scatenerà l’entusiasmo generale rischiando per un breve attimo di sovvertire il pigro conformismo del paese. Il ragazzino freme dalla voglia di assistere a ciò che di così portentoso accade sotto al tendone, ogni sera, quando gruppi di persone in lacrime salgono sul palco e si pentono, e per una volta viene accontentato, visto che la curiosità non risparmia neppure la madre e zia Mae. Ma tutto sommato ancora una volta niente cambia, la fine della scuola e il lavoretto di garzone nel negozio di alimentari del paese non attenuano la solitudine di David, così come non la lenisce la sua prima storia d’amore.
Le pagine emanano una inesorabile aura di tragedia che non riguarda necessariamente la violenza del padre, né la sua morte in guerra, né la pazzia della madre, né l’abbandono di zia Mae, né la solitudine di David. La tragedia, quando arriva, è improvvisa e grottesca. Finalmente si è prodotto lo squarcio nella vita di David, finalmente è arrivata la scossa, immotivata eppure inevitabile, crudele eppure, in un certo modo, innocente. Attraverso lo squarcio David vede la via d’uscita, e sale su quel treno che lo porta lontano, chissà dove.
In piccolo libro, poche pagine lucidamente corrosive della società rurale americana eppure intense e delicate. Un piccolo grande libro.

“Spero di scendere in qualche città, una vera città, voglio dire. Ho sempre deisderato vederne una e poi so che nelle grandi città è più facile trovare lavoro e la gente non ri fa un mucchio di domande come sccede da noi, nella nostra valle.”