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J.m.g. Le Clézio

Bitna, sotto il cielo di Seul

J.m.g. Le Clézio


La Nava di Teseo, 2019

di Corrado Ori Tanzi
La povertà da cui proviene non impedisce a Bitna di avere dei sogni. Lei ne ha due in particolare: leggere il più possibile e il più possibile studiare. I genitori non la ostacolano, anzi, le danno la possibilità di coltivarsi a Seul, dove vive una sua zia che la accoglie. Dopo qualche tempo però i rapporti con la parente non sono proprio quelli che la ragazza immaginava e così Bitna non vede perché da quella libreria in cui è capitata per caso e che sente casa sua debba uscire prima dell’orario di chiusura.

Il proprietario si accorge di lei e un giorno le offre un messaggio più che curioso: un’anziana signora è alla ricerca di qualcuno che le racconti delle storie. Quello che Bitna cercava. Via dalla zia, affittata una stanza misera misera tutta per sé eccole davanti la nuova vita nella magmatica metropoli. L’anziana signora si fa chiamare Salomé, è immobilizzata e non transige su un punto: non le deve essere riportata una frase che è una sulla realtà. Soltanto racconti inventati e favole.

Bitna non chiede altro. Inizia a creare nuovi mondi e nuovi tempi, con una bravura che quasi sorprende anche lei. E che il nuovo corso sia pieno di nuovi colori lo testimonia anche l’amicizia che incomincia con il signor Pak, il libraio. Solo che delle sue radici meno che umili non riesce proprio a parlare e così, visto che ormai è diventata una professionista della narrazione, pure con l’uomo si tuffa e nuota dentro storie del tutto inventate, dove la fantasia però le soffia addosso un venticello molto più reale della realtà che l’immensa Seul è in grado di presentarle.

Più di quaranta titoli alle spalle, un premio Nobel per la Letteratura ottenuto nel 2008 tanto per gradire, Jean-Marie Gustave Le Clézio con Bitna, sotto il cielo di Seul ribadisce quel suo “essere scrittore di nuove partenze, di avventura poetica, di estasi dei sensi” nonché esploratore di un’umanità che va al di là della cultura dominante, come spiegò l’Accademia svedese nel conferirgli il massimo premio letterario del Pianeta.

Bitna ama stare nella vita con gli occhi ben spalancati su tutto. Passanti per strada, passeggeri della metropolitana, avventori di un qualunque locale sono per lei il segreto dentro cui cercare l’atomo per nuovi episodi.

Un romanzo (una storia quindi) che si avvita su un insieme di altre storie, un inno all’immaginazione, alla galoppante libertà del pensiero, alla vita che compone cornici e riempie tele per il solo gusto di presentarsi, senza dover giustificare la provenienza o la tenuta del tessuto. Un canto alla bellezza.

 

J.M.G. Le Clézio – Bitna, sotto il cielo di Seul, La Nave di Teseo, 155 pagg., 18 euro