J. M. Coetzee

J. M. Coetzee Vergogna


Einaudi, 2003, € 9,80 Narrativa Straniera

di Simona
“…Non è un furto normale. Di lì è passato un commando di razziatori che ha svuotato la casa, ritirandosi carico di borse, scatole, valigie. Bottino; risarcimento di guerra; un altro episodio della grande campagna di ridistribuzione.”
Frammenti. Lampi di sensazioni. Scrittura scarna, essenziale. Frasi brevi. Tempo presente. Terza persona. Un resoconto che con improvvisi squarci sonda zone profonde dell‘essere umani. Una storia che fa trapelare la complessità della convivenza nel Sudafrica dopo-apartheid. David Lurie è un professore universitario cinquantaduenne, due volte divorziato, a cui capita, quasi per caso, di rovinarsi la reputazione e perdere il lavoro a causa di una relazione con una studentessa. Su di lui si scatena tutta la riprovazione ipocrita del suo mondo ma David, quasi anestetizzato, non sembra scalfito dall’ignominia che gli è gettata addosso. Decide però di cambiare aria e se ne va in campagna nella parte orientale della Provincia del Capo, dalla figlia Lucy. Una florida venticinquenne che, passato il periodo delle esperienze hippie, ha scelto di rimanere a vivere lontano dalla città, prendendo cani a pensione e coltivando fiori da vendere al mercato. David si installa in questa nuova situazione: lui, un uomo normale, non passionale e non freddo, padre tenero, uomo colto, amante della letteratura e con velleità di scrivere un’operetta su Byron in Italia. Cosa prova in quei giorni di esilio? Non disperazione per la perdita del lavoro, certo: insegnare non gli è mai piaciuto e questa potrebbe essere un’occasione per ritrovare se stesso. Non vergogna per lo scandalo. Amante della bellezza e delle donne, in realtà è altro ciò di cui prova vergogna: il suo corpo che invecchia, la consapevolezza del disgusto che può provocare negli altri, nei giovani.
“David è affamato.…Mentre mangia si sente addosso gli occhi di Lucy. Deve stare attento: niente disgusta un figlio più del corpo dei genitori mentre esplica le sue funzioni.”
Ma il Sudafrica è un posto pericoloso, ed un giorno il padre e la figlia ne fanno la tragica esperienza. Prima la paura, poi la rabbia. Poi dolore e vergogna, disgrace.
“Per la prima volta ha un assaggio della vecchiaia, quando diventerà un uomo spossato, senza speranze, senza desideri, indifferente al futuro…sente l’interesse per il mondo defluirgli dal corpo goccia a goccia…Se ne rende conto con chiarezza, e questa visione lo riempie di disperazione…Il sangue della vita sta abbandonando il suo corpo per essere sostituito dalla disperazione, sostanza simile a un gas…La inspiri, le membra si distendono, cessi di lottare, anche nel momento in cui senti il freddo dell’acciaio sulla gola.”
Lucy tace. Per vergogna? Per un errato senso di colpa? David non riesce a capirla, e non accetta la sua decisione.
“Prova a offrirle una spiegazione. E’ la Storia che ha parlato attraverso di loro. Una Storia di torti. Mettila in questi termini, forse ti aiuterà. Ti è sembrato che ce l’avessero con te personalmente, ma non è così. Si è trattato di un comportamento atavico.”
Ma Lucy dice che lui non può capire, forse solo una donna può farlo. Cosa la spinge a rimanere in quel luogo pericoloso? Cosa la spinge a sopportare il dolore, ad umiliarsi accettando la protezione del vicino omertoso ? Cosa la spinge ad una scelta ancora più radicale? Dice la figlia: “E se questo fosse il prezzo da pagare per restare sulla mia terra?…Pensano che io sia in debito. E si considerano dei semplici esattori.” Tante grandi speranze per poi ridursi così, dice David. E di chi è la vergogna? Di Lucy, per ciò che ha subito, per ciò che quel paese è stato, o del padre, che non riesce a tollerare ciò che la figlia ha scelto di accettare, rifiutando ogni reazione, non fuggendo, ma restando e cercando una comune radice culturale di convivenza? Eppure non ci sono soluzioni, né spiegazioni. David decide di aspettare, e nel frattempo si occupa dei cani soppressi alla clinica veterinaria.

“Per quale motivo si è preso questa incombenza? ...Per amore dei cani? Ma i cani sono morti: e poi che ne sanno i cani di onore e ignominia? Per se stesso, allora. Per la sua idea del mondo, un mondo in cui gli uomini non dovrebbero prendere a badilate i cadaveri per bruciarli più facilmente. I cani vengono portati alla clinica perché nessuno li vuole: perché siamo troppi… Buffa cosa che un uomo egoista come lui si sia messo al servizio dei cani morti….David si batte per salvare l’onore dei cadaveri perché non c’è nessun altro così stupido per farlo. Ecco cosa sta diventando: stupido e cocciuto nella sua stupidaggine.”


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