J. K. Rowling

J. K. Rowling Harry potter e l'ordine della fenice
(titolo originale harry potter and the order of the phoenix)


traduzione di Beatrice Masini, pag 809, ed.Salani Editore

di Francesca Teti
(...)Silente abbassò le mani e fissò Harry attraverso gli occhiali a mezzaluna."E' giunto il momento di dirti quello che avrei dovuto dirti cinque anni fa, Harry. Siediti, ti prego. Saprai tutto. Ti chiedo solo un po' di pazienza.Avrai modo di urlare... di fare tutto quello che vuoi... quando avrò finito. Non te lo impedirò."(...)

J.K.Rowling colpisce ancora. Un sorriso affiora spontaneo appena ci si immerge nella lettura del quinto capitolo della saga di Harry Potter: il mago più famoso del mondo non ha perso smalto e lo stile della sua creatrice è addirittura migliorato: più cupo e più arrabbiato, questo è il libro meno divertente della saga (Harry è spesso di cattivo umore), ma probabilmente è anche il migliore.
Come di consueto, la Rowling ci reimmerge nell'atmosfera del romanzo gradualmente, presentandoci Harry in “vacanza” presso i terribili parenti babbani, i Dursley. Ma quello rinchiuso nella solita squallida casetta di periferia è un Harry diverso, e bastano poche pagine per accorgersene. E' un Harry insofferente, arrabbiato, capace di farsi saltare la mosca al naso per un nonnulla: in poche parole, Harry Potter ha 15 anni.

Profondamente segnato dai luttuosi eventi che hanno seguito il Torneo Tremaghi, Harry lascerà la casa degli zii solo dopo episodi rocamboleschi che lo porteranno ad affrontare dei dissennatori in Private drive e a dover comparire davanti ad una corte del Ministero della Magia.
Rischia di essere espulso prima ancora dell'inizio dell'anno, finisce in un appartamento stregato da cui entrano ed escono tutti i maghi che meglio conosce e stima di più (con la dovuta eccezione del professor Piton), ma nessuno gli spiega cosa sta succedendo. Questo non fa che accrescere la sua frustrazione: dopotutto ha solo cambiato luogo di residenza, ma resta segregato e ignaro ( o almeno è così che si sente).Voldemort è tornato, nessuno lo sa meglio di Harry, eppure fuori da casa Black (si, la casa stregata appartiene a Sirius Black, il padrino di Harry) nessuno sembra occuparsene.
Quello che la Rowling ci aveva fatto presagire alla fine di Harry Potter e il Calice di Fuoco si è puntualmente avverato: nessuno ha voluto credere al ritorno di Lord Voldemort. Nessuno tranne un piccolo gruppo di maghi molto in gamba che hanno già avuto modo di affrontarlo: l'Ordine della Fenice guidato da Albus Silente, il cui quartier generale si trova proprio nell'antica dimora dei Black.

E mentre questo gruppo di coraggiosi si dedica al disperato tentativo di fermare Voldemort e i suoi seguaci, Harry, Ron ed Hermione tornano ad Hogwarts, dove li aspetta un nemico forse ancor più terribile: la stolida burocrazia, incarnata in maniera mirabile nel personaggio di Dolores Umbridge, inviata dal ministero della Magia per svolgere la funziona di nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, la cattedra più scomoda alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Il quinto capitolo di Harry Potter è stato uno dei libri più attesi nella storia della letteratura moderna, e non deluderà i tanti fan del giovane mago: la Rowling tesse di nuovo una trama impeccabile, e il romanzo scorre davvero velocemente nonostante la mole (più di 800 pagine, finora il libro più lungo della saga).
Rendere efficacemente i tormenti dell'adolescenza è una prova ardua per uno scrittore adulto, difficilissima se principalmente si ha da gestire una trama estesissimama: a J.K.Rowling invece bastano poche parole ed ancor meno eventi disseminati lungo il racconto per permearlo completamente del senso di insoddisfazione, l'ansia di ribellione e quel desiderio di distruzione tipico della peggiore tra le età umane.
L'universo di Harry Potter si arricchisce in questo terzultimo capitolo di nuove incredibili creature, e di mai sprecati insegnamenti morali, prima fra tutti un'avvertenza contro la stupidità del potere e di chi cerca di usarlo per limare la fantasia, il talento e soprattutto la diversità.

La fama straordinaria di cui gode il "fenomeno" Harry Potter rischia di oscurarne la validità narrativa, e si presenta come un ostacolo alla fruizione per numerose categorie di lettori: se sottraiamo però l'invasione di gadget e le scelte discutibili della casa editrice (imposizione di un orario di inizio vendita del libro coincidente all'orario di uscita dei bambini da scuola) resta una bella, bellissima storia da leggere e rileggere.Lungi dal poter essere considerato “solo” una favola per bambini, Harry Potter e l'Ordine della Fenice sdogana finalmente il personaggio, il suo mondo e soprattutto la sua scrittrice dall'eccellenza nella sola letteratura infantile, cosa per altro già avvenuta de facto.

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