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Iljà Ilf - Evghenij Petrov

Il Paese di Dio

Iljà Ilf - Evghenij Petrov


Einaudi, 1949

di Eliana Barlocco
Due uomini sovietici attraversano gli Stati Uniti a metà degli anni trenta su di un “car”, una Ford. In qualità di compagni di viaggio e guide una coppia, Mr & Mrs Adams, divinamente tratteggiati dall’arguta e graffiante penna di Ilf e Petrov. Sono loro che, in due mesi macinando circa 10.000 miglia, vedono ben venticinque Stati passando dalle grandi città alla provincia in un’avventura americana degna del miglior film.

Sembra di essere catapultati in un tempo lontano, eppure le sensazioni da loro vissute non si scostano troppo da quelle di un viaggiatore attuale. Infatti mi capitò a New York, in una nota catena di caffè, di mostrare indecisione tra le innumerevoli scelte proposte. Il gentile commesso mi fece notare che il tempo è denaro e non potevo cincischiare più di tanto, quindi quando ho letto la loro prima impressione sulla città, “Accanto a noi la gente non camminava, correva. Anche noi ci mettemmo a correre. Da quel momento non ci siamo più potuti fermare. A New York abbiamo vissuto un mese di fila e per tutto quel tempo ci è toccato muovere le gambe vertiginosamente”, non ho potuto che sorridere e godermi la loro avventura.

Il libro è a tutti gli effetti un reportage di viaggio che gli autori fecero precisamente nel 1935 come corrispondenti della Pravda. Uomini della CCCP alla scoperta degli USA per capire cos’è l’America. La scoperta del “comfort” e l’importanza del “service”, gli incontri con scrittori e uomini d’affari (ad esempio Hemingway, Ford), le storie di vita di alcuni hitchhiker, le grandi opere di ingegneria, il football, Hollywood e la sua industria, il Gran Canyon, gli indiani, San Francisco e poi via verso gli Stati del Sud e di nuovo su fino a Washington per incontrare (durante i famosi colloqui coi giornalisti) il presidente Franklin Roosevelt.

Notazioni a margine: Il Paese di Dio è fuori catalogo e per reperirlo occorre fare una ricerca. Ilf aveva con sé una Leica, l’edizione italiana però non ha immagini. Chissà l’effetto delle foto sui lettori sovietici. Nelle loro opere la satira è padrona e anche questo lavoro ne è imbevuto. Vi sono considerazioni sul modo di vivere americano rapportato a quello sovietico, spunti di riflessione sull’evoluzione della storia sociale di entrambi i paesi. Ilf e Petrov non furono dissidenti anche perché negli anni ’40 non erano più tra i vivi (Ilf muore nel 1937, Petrov nel 1942), ma le loro opere per molto tempo vennero messe all’indice e non pubblicate. Questa è una lettura che, nonostante gli ottanta anni abbondanti sulle spalle, si rivela ancora molto fresca e accattivante.