Ignacio Peyró Anglofilia - Piccolo glossario sentimentale della cultura inglese
Graphe.it, Collana Notabilia, 2025, introduzione di Maurizio Serra, 414 pagine, 20, 90 euro Saggi | Viaggi | Società
07/06/2025 di Laura Bianchi
Reduce da un breve, ma intenso viaggio a Londra ("chi ne ha abbastanza di Londra ne ha abbastanza della vita", disse Samuel Johnson), per me leggere Anglofilia, del direttore dell'Instituto Cervantes di Roma, Ignacio Peyrò, è come prolungare il soggiorno, colorandolo di infinite sensazioni. E non si tratta solo del fascino indiscusso della capitale, ma anche di un clima, culturale e sociale, prima ancora che ambientale o storico, che rende il Regno Unito un unicum mondiale, capace di affascinare intere generazioni da più di due secoli, ormai, da quando il Romanticismo prese piede anche nel mondo mediterraneo, portandovi, insieme allo Spleen e ai poeti ossianici, anche un codice di comportamento, uno stile di vita, una way of life, oltre - appunto - a una miriade di anglicismi, che persino i prof di italiano sono costretti ad accettare nel lessico comune.
Peyrò, classe 1980, ha certo subìto il fascino dell'Inghilterra di inizio terzo millennio, ma personalmente ho vissuto la Swinging London della metà degli anni Ottanta, e sono certa che chi legge potrebbe avere ricordi ancora più in là nel tempo, personali o trasmessi da libri, film, serie TV, canzoni; ricordi che trasformano il nostro immaginario collettivo riguardo all'UK, ancorandolo ad alcuni stereotipi, che però mai come in questo caso rispecchiano la reale immagine della società. E bene ha fatto l'autore a stilare una sorta di vocabolario concettuale, raccogliendo attorno a 52 capitoli, a metà tra il lemma e l'idea, un profilo non solo della storia e della cultura inglese, ma anche e soprattutto del suo successo, costante nel tempo. Così, il lettore può spaziare, da “Alcol” a “Young Fogeys”, all'interno dei costumi, delle manie e delle passioni del popolo inglese, scoprendo l'origine di molte abitudini, di modi di dire e di situazioni tipicamente british. rimanendone inevitabilmente affascinato, e insieme frustrato: perché, mentre è possibile sentirsi inglesi, vestirsi all'inglese, assumerne le usanze, è impossibile esserlo totalmente, come un DNA irraggiungibile.
Dalla "storia lontana" che porta i britannici a consumare 165 milioni di tazze di tè complessive al giorno, ai "mille sorrisi diversi" che gli inglesi sanno profilare con loro "Humour", allo "stiff upper lip", ossia "una certa padronanza dei sentimenti", che è segno inequivocabile di superiorità aristocratica, passando per gli sport nazionali, come rugby e cricket, Peyrò ci conduce, con uno stile brillante, denso di citazioni artistiche e letterarie, e una proprietà lessicale rara, in un viaggio affascinante nella storia della cultura inglese. Imperdibile approfondimento per i devoti, coinvolgente lettura per i profani. Fino al prossimo viaggio...
Nato a Madrid nel 1980, Ignacio Peyró ha studiato Lettere e biblioteconomia presso l’Università Complutense ed è Direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, dopo aver diretto quello di Londra.
Giornalista politico e culturale, scrive per El País. Ha scritto per El Mundo, ABC e La Vanguardia. Ha fondato il giornale online The Objective e la rivista culturale Ambos Mundos. Ha diretto la Nueva Revista Digital ed è stato membro del Consiglio dell’agenzia di stampa EFE. È stato anche consigliere e speechwriter del Presidente del governo spagnolo.
Scrittore caratterizzato da una prosa di grande respiro, ha pubblicato diversi libri. In ambito accademico ha tenuto lezioni e conferenze all’Università di Oxford, alla British Library, alla Fondazione Juan March e all’Università di Bologna. Collabora con la rivista culturale online Insula europea dell’Università di Perugia.