Henrik Ibsen

Henrik Ibsen Casa di bambola


Tascabili Economici Newton, 1992, £ 1000

di Simona
LA RAPPRESENTAZIONE DI UNA SOCIETA' MESCHINA E IPOCRITA E DEL RISVEGLIO DI UNA DONNA

>Il testo teatrale inizia con l'avvicinarsi del Natale e per la prima volta Nora, la giovane moglie di Torvald Helmer, non sarà costretta a fare economie perché nell'anno nuovo il marito comincerà un nuovo e più remunerativo lavoro. In realtà la famiglia non è affatto povera ma appartiene alla media borghesia, la cui massima aspirazione è raggiungere una posizione sociale ed economica totalmemte benestante. Questo miraggio si traduce però in una vita fatta di ipocrisie, falsi sorrisi e di un attaccamento spropositato al denaro e alla posizione. Proprio per continuare ad avere tutto questo Nora, allegra, sventata e superficiale come una cicala, durante un periodo difficile commise in passato un'azione riprovevole oltre che illegale. Lei lo fece per amore, per garantire a sé e alla propria famiglia la vita di sempre. Ma quando il marito, scoperto tutto, si mostrerà più preoccupato di salvare sé stesso e le apparenze piuttosto che di perdonarla e proteggerla, Nora comprenderà che il suo matrimonio era stato solo un lunga finzione. In otto anni non si erano mai parlati apertamente, e la reale funzione della donna era stata quella di rallegrare le serate del marito tornato dal lavoro: allo stesso modo in cui, del resto, si era svolta la sua vita presso la casa del padre. Ed è allora, nelle ultime pagine del testo che, nel 1879, Ibsen fa di Nora una delle prime raffigurazioni letterarie della donna moderna: una "pre-femminista" capace di ribellarsi alle convenzioni e alla sottomissione sociale a cui è costretta. Da quel momento Nora non è più solo una bambolina col compito di svagare il marito, ma si rende conto di essere vissuta fino ad allora in un mondo dominato dall'ansia di affermazione, poco attento ai rapporti interpersonali e che finisce con l'inghiottire l'universo interiore degli uomini. Del resto Ibsen individua col suo lavoro una insanabile frattura tra gli autentici valori della vita e le norme comportamentali imposte dalla società. Tuttavia la provocazione di Nora non si traduce solo nell'affermazione della personalità di ciascun individuo al cospetto di una società ottusa, ma anche nella ribellione di una donna che aspira ad essere considerata "individuo" al pari di chiunque altro. Trattandosi di un testo teatrale l'evoluzione dei personaggi non scaturisce da analisi della loro psicologia o da pensose descrizioni del loro stato d'animo, ma risiede logicamente nelle loro azioni, nei silenzi e nei dialoghi, tanto scarni ed asciutti quanto incisivi.

"Tu non pensi e non parli come l'uomo di cui possa essere la compagna. Svanita la minaccia, placata l'angoscia per la tua sorte, non per la mia, hai dimenticato tutto. E io sono tornata ad essere per te la lodoletta, la bambola da portare in braccio. Forse da portare in braccio con più attenzione perché t'eri accorto che sono più fragile di quanto pensassi. Ascolta, Torvald; ho capito in quell'attimo di essere vissuta per otto anni con un estraneo. Un estraneo che mi ha fatto fare tre figli... Vorrei stritolarmi! Farmi a pezzi! Non riesco a sopportarne nemmeno il pensiero!"


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