Gordiano Lupi Fazzoletti e cinema. La vera storia del lacrima movie italiano
Senso Inverso Edizioni, 2025, Collana Italia Nascosta, 233 pagine, 16 euro Saggi | Società | Cinema
02/01/2026 di Roberto Codini
Non ci resta che piangere: la vera storia dei lacrima movie
Molto interessante è l'argomento che lo studioso di cinema Gordiano Lupi affronta in questo Fazzoletti e cinema. La vera storia del lacrima movie italiano, edito da Senso Inverso; infatti pochi finora hanno trattato di un genere autonomo, che ha avuto e in parte ha ancora un grande spazio nel cinema italiano: il cosiddetto lacrima movie. Sappiamo dalla trattazione di Lupi che non tutto quel che è patetico e lacrimoso è lacrima movie, e che non sono lacrima movie soltanto quei film in cui la malattia o l’incidente intervengono come momento determinante.
Il lacrima-movie in senso stretto è un fenomeno tipicamente italiano e nasce in un periodo di grande fioritura per il cinema di genere. I film più importanti sono girati nel periodo 1974 - 1978, con un paio di pellicole fuori tempo massimo datate 1984 (Un tenero tramonto) e 1988 (Le prime foglie d'autunno), molto curati nella fotografia e nella recitazione, dotati di stupende colonne sonore, e hanno antecedenti nobili, letterari, nelle opere di De Amicis (Cuore), ma anche dell'inglese Montgomery (Incompreso).
Il lacrima movie per eccellenza vede come conseguenza di una storia drammatica la morte di un bambino, che raramente si salva (Bianchi cavalli d'agosto), di solito all'interno di una famiglia borghese, caratterizzata da genitori assenti, in crisi tra di loro, vedovi o separati; ma sono considerati - per estensione - lacrima movie anche i film dove muore una ragazza dopo lunga malattia (Dedicato a una stella). Il lacrima movie per eccellenza, come commistione di elementi classici, è L'ultima neve di primavera di Raimondo del Balzo. Non lo sono invece i melodrammi di Raffaello Materazzo che imperversavano negli anni Cinquanta, ma non se ne può prescindere, perché antesignani del fenomeno e ne dettano le coordinate drammatiche, come Catene (1949), Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Angelo bianco (1955) e Malinconico autunno (1958), né i film con Merola o Nino D'Angelo, anche se spesso si tratta di pellicole strappalacrime, né le sceneggiate napoletane ridotte per il grande schermo, e così le opere classiche riadattate per il cinema, come quelle che derivano dai romanzi di Carolina Invernizio (Cuore, Il bacio di una morta...).
Una seconda tipologia di lacrima movie vede la morte della moglie o della compagna, e il marito si rende conto del male solo quando è troppo tardi. Ci sono lacrima movie atipici che derivano da canzoni; valgano per tutti due lavori con protagonista Domenico Modugno: Piange il telefono e Il maestro di violino. Lupi saggiamente limita l'analisi solo a lavori italiani, aggiungendo L'albero di Natale di Terence Young - tratto dal romanzo di Michel Bataille - tra i precursori del genere, una produzione italo-francese che presenta tutte le caratteristiche per essere inserita in uno studio del fenomeno, e Love Story (1970), precursore indiscusso di tanti strappacuore italiani. Al cinema resta un fenomeno culturale, commerciale quanto si vuole, ma inserito in un contesto socio-politico in cui si sentiva il bisogno di appassionarsi a storie drammatiche, forse per non pensare a una realtà poco tranquillizzante. Ed è interessante leggere le pagine di Lupi, per renderci conto dell'impatto che questo genere ha avuto nell'immaginario italiano, che fa leva sul sentimentalismo, terreno fertile per tante soap operas e programmi televisivi anche di questi tempi.
Non ci resta che piangere, dunque. E buona visione, dopo questa lettura!
Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio. Ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Collabora per il cinema con Futuro Europa e Inkroci (italiano e inglese). Scrive bozzetti di provincia ogni domenica su Valdicornia News. Ha tradotto in Italia il blog di Yoani Sánchez e di molti ispanici, soprattutto cubani; ha scritto libri su cinema e partecipato a trasmissioni radio e TV.