Giovanni Straniero e Federico Sirianni (a cura di)

Giovanni Straniero e Federico Sirianni (a cura di) Straniero alle origini della canzone d’autore - Michele L. Straniero oltre il Cantacronache: poesie, canzoni, lettere, fotografie


Voglino Editrice, Collana Essere, 2025, Prefazione di Fausto Pellegrini, 296 pagine, 22 euro Musica | Saggi | Storia

06/07/2025 di Laura Bianchi

"Perché qui non si tratta (e non deve trattarsi) di rappresentare la nostalgia per un passato glorioso e criticare il presente in nome di quel passato", scrive Fausto Pellegrini nella prefazione di Straniero alle origini della canzone d’autore - Michele L. Straniero oltre il Cantacronache: poesie, canzoni, lettere, fotografie, l'importante saggio di Giovanni Straniero e Federico Sirianni, edito da Voglino, che traccia un profilo dell'etnomusicologo, ricercatore, cantautore, intellettuale a tutto tondo, composto con l'intenzione esplicita di dare una chiave di lettura dello scenario culturale in cui egli si mosse, "non adorando la cenere ma ravvivando il fuoco", quindi chiedendo al lettore di riflettere autonomamente sul lascito non solo di Straniero e della sua ricerca, ma di tutti quegli anni. L'iniziativa, concepita per il venticinquesimo anniversario della scomparsa del cantautore, ha come fautore principale suo nipote, Giovanni Straniero, che, col cantautore Federico Sirianni, ha voluto condividere il frutto della propria ricerca, con letture e testimonianze riguardanti lo zio, che spaziano dalla voce dei protagonisti, alla pubblicazione di una parte del ricco epistolario (tra i destinatari: Rea, Eco, Gaslini, Einaudi, perfino Sartre), di poesie e di pagine di diario anche giovanile, fino a un ricchissimo apparato iconografico. Materiale in buona parte inedito, che è depositato nell'Archivio omonimo presso la Fondazione Donat - Cattin di Torino, e che è stato selezionato accuratamente, col preciso intento di fornire un ritratto il più possibile accurato e ampio della sua vita e delle opere a tutti i lettori, sia a quanti conoscono la vita e l'opera di Straniero, sia a chi ne è ancora all'oscuro. Ma c'è anche un valore aggiunto, nell'opera: insieme al profilo dell'intellettuale, emerge anche, vibrante e viva, la descrizione di un'epoca, tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, e di un luogo, l'asse Torino - Milano, che vissero una stagione complessa, contraddittoria, eppure stimolante, tra boom economico, immigrazione dal Sud, industrializzazione, con il conseguente rischio di smarrire, nel frattempo, l'immenso patrimonio culturale di un'Italia che si stava rapidamente trasformando, e anche di fare tacere ogni voce di dissenso nei confronti delle diseguaglianze sociali che si profilavano. I Cantacronache ("una parola nata da un meraviglioso groviglio di cervelli e sensibilità", come la definisce Paolo Enrico Archetti Maestri nel suo contributo), in cui operarono Calvino, Eco, Liberovici, Amodei, Margot, Rodari) si aprirono alla contemporaneità, creando un collettivo animato dal desiderio di cantare la cronaca minima, vissuta e spesso subita da gente che mai sarebbe entrata nella Storia, ma che era portatrice di una storia fatta di dignità e di forza d'animo.

Emergono dalla lettura, quindi, non solo la statura di quello che Pasolini definì "uno dei pochi poeti del Novecento da ricordare", ma anche l'importanza di un'eredità, quella della canzone d'autore, che, pur nelle sostanziali differenze, e nelle inevitabili trasformazioni, mantiene, nei suoi esiti migliori, le caratteristiche concepite da Straniero. Insieme, l'epoca che viene delineata si scopre nitidamente in tutti i suoi contorni, attraverso i ricordi, gli aneddoti (particolarmente estrosi e gustosi quelli di Sergio Sacchi, vivaci quelli di Carlo Savona, figlio di quel Virgilio che collaborò a lungo con Straniero) e le riflessioni dei personaggi coinvolti, tra cui Fausto Amodei, Alessio Lega, Chiara Ferrari, Grazia Di Michele, Fabio Di Stefano, Michele Gazich.

E il sottofondo alla lettura potrebbe essere proprio un recente disco dello stesso Gazich e di Sirianni, Domani si vive e si muore, in cui i due artisti mettono in musica alcune poesie di Straniero, creando una suggestione profonda; come se la sua voce tornasse viva, e ci ricordasse che occorre ravvivare il fuoco; perché troppi ultimi della terra hanno bisogno di qualcuno che ne canti la cronaca, viva e preziosa.



Giovanni Straniero Giornalista torinese, già collaboratore di Avvenire, Repubblica e Sole 24ore Nord Ovest, è ricercatore e autore di libri di Sociologia e di storia della musica italiana, in particolare del Cantacronache. Presiede il comitato scientifico dell’Archivio “Michele L. Straniero” presso la Fondazione Donat-Cattin al Polo del ‘900 di Torino. Dipendente pubblico, si occupa di Politiche attive del Lavoro e di servizi alle imprese.

Federico Sirianni Cantautore, autore e operatore culturale genovese, ha ottenuto numerosi riconoscimenti in ambito musicale quali Premio Musicultura della Critica, Premio Bindi, Premio Lunezia Doc, Menzione Speciale del Club Tenco per Musica contro le mafie, Premio Bertoli. Ha pubblicato sette album, è stato docente di Songwriting per la Scuola Holden di Torino e conduce i laboratori del progetto “Cantautori nelle scuole” per la Regione Liguria. È direttore del Comitato Scientifico per la valorizzazione dell’Archivio Straniero presso la Fondazione Donat-Cattin al Polo del ‘900 di Torino.

Fausto Pellegrini Giornalista, è vice caporedattore cultura e spettacolo di Rainews24. È stato membro dell’esecutivo della FNSI dal 1993 al 1997. Per passione e per lavoro si occupa di musica, in particolare di canzone d’autore. Ha realizzato documentari su e con i migliori esponenti della canzone d’autore italiana. Ha pubblicato i libri La bisaccia del giornalista per Dissensi e Incanto. Viaggio nella canzone d’autrice per Perrone.