Giovanni Agnoloni

Giovanni Agnoloni Sinfonie itineranti. In viaggio per l’Europa tra musica, cinema e letteratura


Jimenez, 2026, 280 pagine, 18 euro Saggi | Viaggi | Musica

24/10/2026 di Laura Bianchi

Jimenez prosegue nella sua attività di casa editrice aperta alle interconnessioni tra discipline e elicitatrice di stimoli e riflessioni inedite, con la pubblicazione di quest'opera in perfetto equilibrio tra saggio, resoconto di viaggio e memoir, con una cifra espressiva immediata e agile. Giovanni Agnoloni compone le sue Sinfonie itineranti - In viaggio per l'Europa, tra musica, cinema e letteratura, con la chiara intenzione di "collegare suggestioni, lingue, musiche e immagini", ossia creare ponti come in un sogno, in cui spazio e tempo si annullano, in cui percepiamo suoni inaspettati e riesumiamo ricordi rimossi, aggregandoli con altri più presenti e vicini. È esattamente questa l'impressione che si ricava, viaggiando con lo scrittore tra le pagine del libro, da Dublino a Firenze, da Berlino a Milano a Roma, passando per il Sud Ovest dell'Europa. Fin dalle prime pagine del volume si ha nettissima la sensazione di essere guidati da un cicerone che conosce perfettamente cosa significhi fare - e vivere - cultura; Dublino ci viene presentata come la patria di James Joyce, ma subito si sovrappongono le canzoni dei Cranberries, il film Michael Collins o Barry Lyndon, la sintesi Roddy Doyle - The Committments (mirabile sintesi, tra letteratura, musica e cinema, appunto); per tornare a Joyce e ai suoi Dubliners, che ispirarono l'indimenticabile film di John Huston The Dead.

Basterebbe questo viaggio per fare da esempio all'idea che sottende il libro, ma sono molte altre le suggestioni che ci si preparano. Come per la tappa in una Firenze densa di presenze cinematografiche storiche, dal Neorealismo in poi, ed è sorprendente capire come si tengano insieme le immagini di Paisà di Rossellini, dei notturni nelle Cronache di poveri amanti di Pratolini, che divenne un film di Lizzani, e di Firenze (canzone triste) di Ivan Graziani, accostate alle scene di commedie come Amici miei, Il ciclone, Ricomincio da tre.

Particolarmente cospicuo è il capitolo dedicato al Sud Ovest d'Europa, in cui Agnoloni ci porta tra Francia, Spagna e Portogallo, per un itinerario ricchissimo di tappe, e nel quale emerge un altro pregio del volume: costruire non solo ponti tra le varie forme espressive e i luoghi, ma anche un percorso storico, che ne illustra l'evoluzione politica, culturale e sociale. È il caso della sosta a Barcellona, che, tra una citazione di Orwell e del suo Omaggio alla Catalogna e un riferimento a Ken Loach, dipinge l'evoluzione della capitale catalana, dalla guerra civile al franchismo, alle lotte per l'indipendenza; oppure di quella a Lisbona, che mette insieme il significato profondo del fado di Amàlia Rodriguez alla resistenza contro la dittatura salazariana, dipinta in modo magistrale da Tabucchi in Sostiene Pereira, che avrà per sempre il volto di Marcello Mastroianni nel film omonimo di Faenza.

Che il viaggio si concluda a Roma ("dove tutte le strade conducono") è ovvio, ma anche in questo caso Angioloni sa stupirci, trovando connessioni sociali tra ambienti, letteratura, musica e cinema: esistono più "Romae", una Roma borghese e una proletaria, una Roma onirica alla Sorrentino e una poliziottesca, quella del Neorealismo e quella della commedia all'italiana, quella degli stornelli e quella del sottoproletariato urbano descritta da Pasolini. Il viaggio è finito, ma il sogno continua. E possiamo riprenderlo noi, costruendo il nostro viaggio personale sulla base degli spunti forniti da questo libro, a cui forse mancano solo bibliografia, filmografia e discografia, per aiutarci nel nostro percorso.


Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976) è uno scrittore, traduttore letterario e blogger italiano. Ha conseguito con lode la laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze, approfondendo poi la propria vocazione per la letteratura e le lingue straniere (conosce inglese, spagnolo, francese e portoghese). Oltre alla scrittura, lavora come traduttore (ha tradotto testi istituzionali e letterari, inclusi interventi di figure come Papa Francesco, Joe Biden e Kamala Harris) e ha collaborato con istituti culturali come il Dante Alighieri. Tra i titoli precedenti figurano Berretti Erasmus (Fusta Editore, 2020) e il romanzo psicologico Viale dei silenzi (Arkadia Editore, 2019), oltre alla quadrilogia distopico-filosofica sul crollo di Internet pubblicata da Galaad tra il 2012 e il 2017.