Giorgio Salomon Il canto del vetro
Autoproduzione, 2024, 239 pagine, 20 euro Saggi | Musica
09/03/2025 di Giuseppe Catani
Giorgio Salomon ha attraversato gli anni '70 a bordo di un'astronave colorata, multiforme, cosmica. Con addosso un paio di stivali dalle sette leghe, una mappa interstellare a portata di mano, utile a non perdere l'orientamento, e nient'altro. A parte due occhi da bambino, necessari per guardare il mondo e scoprirne le meraviglie.
Leggere Il canto del vetro è come imbarcarsi lungo un percorso al di fuori dalle rotte ordinarie. Con al centro la musica. Anch'essa non comune. Potremmo definirla psichedelica, mistica, spirituale o relegarla tra gli scomodi confini della world-music. In fondo, non è così importante. E' lo stesso Salomon ad ammonirci: "Ricordate che i sensi, quando sono liberati da polvere e pigrizia, reagiscono meglio volando su per le pieghe del suono come lungo le pietre della vita". E così sia. Formidabili quegli anni. Caotici, contraddittori, esagerati, folli. C'è chi li ha buttati in caciara inseguendo ideologie non sempre raccomandabili, altri hanno cominciato a sparare, altri ancora hanno fatto finta di niente. Gli anni '70, Giorgio Salomon li ha passati a inseguire la sua musica, a condividerla, a diffonderla via radio.
Il canto del vetro è il racconto di viaggi, di incontri con musicisti, con fricchettoni impenitenti, con mistici in odore di santità. Ecco una Ibiza ancora lontana dal turismo di massa, una Giamaica selvaggia (e pericolosa), una Indonesia fortemente spirituale, un Giappone dalle tinte arcaiche. Luoghi che hanno offerto la possibilità, all'autore del volume, di presenziare a concerti inimmaginabili, di scoprire dischi (e cassette!) dalle musiche affascinanti, lontane da quel consumismo usa e getta al quale siamo abituati in Occidente. Salomon si è messo alla ricerca dello Zen, del silenzio, di una sublimazione interiore, il suo girovagare è stato particolarmente fruttuoso, tanto da convincerlo a non fermarsi mai alla superficie delle cose e delle persone. Una scuola di vita.
Un libro che fa il giro del mondo, è vero, ma che non dimentica i musicisti di casa nostra: tra le sue pagine è un attimo imbattersi in Juri Camisasca o nei semisconosciuti Alessandro Fogar e Lorenzo Danieletto, c'è spazio persino per un insospettabile Gianni Morandi. Un giro del mondo (dei mondi?) che continua: Il canto del vetro non si ferma ai seminali '70, ma Salomon ha trovato oro anche dai decenni successivi e non lo nasconde. Facile scommettere che il suo viaggio non si fermerà mai.
Leggere Il canto del vetro è come imbarcarsi lungo un percorso al di fuori dalle rotte ordinarie. Con al centro la musica. Anch'essa non comune. Potremmo definirla psichedelica, mistica, spirituale o relegarla tra gli scomodi confini della world-music. In fondo, non è così importante. E' lo stesso Salomon ad ammonirci: "Ricordate che i sensi, quando sono liberati da polvere e pigrizia, reagiscono meglio volando su per le pieghe del suono come lungo le pietre della vita". E così sia. Formidabili quegli anni. Caotici, contraddittori, esagerati, folli. C'è chi li ha buttati in caciara inseguendo ideologie non sempre raccomandabili, altri hanno cominciato a sparare, altri ancora hanno fatto finta di niente. Gli anni '70, Giorgio Salomon li ha passati a inseguire la sua musica, a condividerla, a diffonderla via radio.
Il canto del vetro è il racconto di viaggi, di incontri con musicisti, con fricchettoni impenitenti, con mistici in odore di santità. Ecco una Ibiza ancora lontana dal turismo di massa, una Giamaica selvaggia (e pericolosa), una Indonesia fortemente spirituale, un Giappone dalle tinte arcaiche. Luoghi che hanno offerto la possibilità, all'autore del volume, di presenziare a concerti inimmaginabili, di scoprire dischi (e cassette!) dalle musiche affascinanti, lontane da quel consumismo usa e getta al quale siamo abituati in Occidente. Salomon si è messo alla ricerca dello Zen, del silenzio, di una sublimazione interiore, il suo girovagare è stato particolarmente fruttuoso, tanto da convincerlo a non fermarsi mai alla superficie delle cose e delle persone. Una scuola di vita.
Un libro che fa il giro del mondo, è vero, ma che non dimentica i musicisti di casa nostra: tra le sue pagine è un attimo imbattersi in Juri Camisasca o nei semisconosciuti Alessandro Fogar e Lorenzo Danieletto, c'è spazio persino per un insospettabile Gianni Morandi. Un giro del mondo (dei mondi?) che continua: Il canto del vetro non si ferma ai seminali '70, ma Salomon ha trovato oro anche dai decenni successivi e non lo nasconde. Facile scommettere che il suo viaggio non si fermerà mai.