Giorgio Bocca

Giorgio Bocca Basso impero


Feltrinelli, serie bianca, 2003, pp.165, euro 15

di Gianni Trapletti
La tesi di Bocca in breve: gli Stati Uniti d’America, vantando un’investitura divina, stanno attuando un processo di conquista mondiale. A forza di dollari e di bombe, che poiché sono le loro diventano “intelligenti”, controllano i popoli e i paesi che a loro interessa, nel senso che li depredano delle loro ricchezze, li sfruttano come forza lavoro a costi ridicoli (stiamo parlando della nazione che con lo schiavismo ha avuto una certa frequentazione, no?), li privano di qualsiasi possibilità di autodeterminazione. Questi comportamenti da logica neocoloniale, da novello impero mondiale, continua il Nostro, sono spesso travestiti da pomposi discorsi inneggianti alle virtù democratiche, alla libertà economica che genererebbe benessere, al progresso di tutto il mondo per il quale gli USA agirebbero. E i giornalisti, dice Bocca che pure è del gruppo, fanno finta di crederci, diventano lo strumento della propaganda, confondono ancor più il pubblico suonando la grancassa ai proclami dei nuovi padroni e censurando le notizie che offuscano l’idilliaca prospettiva. E passano poi alla cassa a ritirare la paga, perché indovinate chi è che scancia i soldi? Gli stessi che governano il mondo u.s.a.to (nel senso di modellato sui disegni statunitensi).

Ma i cittadini che dicono, che fanno, dove sono, come reagiscono? Sono spariti, si bevono le “sparate” dei capi (che armati son davvero e davvero fan le guerre), pagano le tasse per finanziare le grandi opere imperiali; oppure vengono emarginati, considerati reietti antinazionalisti (demoralizzano le truppe…), e in ogni caso privati di qualsiasi forma di assistenza, perché il nuovo impero cambia le regole del vivere sociale anche al proprio interno, è fatto su misura per i ricchi e i riccastri, per chi i problemi se li può risolvere da sé coi dollaroni o con le conoscenze. Dove stia la novità di tale impero è ancora da appurare. Al confronto con un tanto progetto statunitense si distingue per il servilismo e la cialtronaggine il Principe locale, il nostro Berlusconi (denominato “il simil Bush”), già oggetto l’anno scorso di un libro al vetriolo da parte di Bocca.

Questo più o meno il contenuto del libro. Propongo una sola mia osservazione a commento, riguardante lo stile di scrittura di Bocca, noto per essere persona e giornalista schietto, che dice pane al pane e ladro al ladro. Orbene, in questo saggio l’Autore forse eccede nella secchezza dell’argomentare, perché alcuni periodi assumono il tono della dichiarazione oracolare, vengono posti quasi come sentenze apodittiche. Ciò da un lato riesce positivo al lettore, che non deve sprecar tempo a cercare di mettere a fuoco il pensiero del giornalista: “Gli Stati Uniti sono di nome una democrazia parlamentare, di fatto una oligarchia economica e militare sempre più distante dai cittadini e, anche, dal comune buon senso” (p. 60). Chiaro e limpido. Però un simile procedere non mi risulta sempre convincente, anzi, mi pare più adatto ad un comizio politico – alla propaganda – piuttosto che ad un saggio che dovrebbe fornire informazioni e schemi interpretativi per descrivere e comprendere la realtà. Ho tra le mani un libro: Bocca potrebbe anche sviluppare maggiormente l’analisi, indicarne le basi oggettive, prendersi qualche pagina in più per mostrare la pertinenza di quanto afferma. Detto questo, preciso che lo stile tagliente dell’Autore mi piace e che la lettura procede spedita.

Per quanto attiene i contenuti del libro, preferisco che siano gli altri curiosi lettori a farsi un’idea e a dare una valutazione.

Una annotazione conclusiva fuori dai denti: alti si alzano i lai di Bocca contro la tendenza a riconoscere nel solo profitto il principio universale, però anche la sua casa editrice – che non è più la berluscoliana Mondadori – non scherza nel “creare valore”: per meno di 170 pagine, con una quarantina di facciate praticamente bianche (sempre buone per gli appunti, ma pagine di libro vuote restano), chiede 15 euro tondi tondi, che sono poi trentamila lire. Alé, lettore: eccoti servito, nel senso di spennato. E non ci vengano a raccontare storie sui costi dell’editoria o sugli effetti dell’euro! Giorgio Bocca, giornalista nato in Piemonte nel 1920, ha pubblicato l’anno scorso Piccolo Cesare, dedicato a quel personaggio che è Silvio Berlusconi. Ha una rubrica settimanale sull’Espresso.