• Home
  • /
  • Libri
  • /
  • Ginevra Lamberti
  • /
  • Perché comincio dalla fine
Ginevra Lamberti

Perché comincio dalla fine

Ginevra Lamberti


Marsilio Romanzi, 2019

di Eliana Barlocco
In una sera semi invernale, sorseggiando uno spritz rigorosamente con Campari, ho assistito per caso alla presentazione del libro Perché incomincio dalla fine di Ginevra Lamberti. Incuriosita da un’introduzione al testo `fumosamente accattivante`, mi si passi la strana definizione, non ho esitato a comprare il libro. Lo scopo di una presentazione è suscitare la giusta dose di curiosità tale da indurre all`acquisto e infatti così è stato. Mentre mi si tratteggiava a grandi linee la storia, io non capivo proprio come l`autrice avesse potuto svolgere un tema così impegnativo ammantandolo della giusta ed equilibrata leggerezza, solo la lettura mi avrebbe dato la risposta.

Tema principe è la morte, ma questo non è un libro sulla morte. E’ un libro sulla capacità ormai perduta dalla nostra società di affrontare il trapasso. È un libro che trasuda voglia di vivere anche post morte, e non necessariamente in senso religioso. Con un soffio quasi filosofico, viene tratteggiata la possibilità di lasciarsi andare anche al nulla o ad un`altra dimensione  (la scelta è assolutamente personale) accompagnandosi, verso l`uscita dalla vita conosciuta, in maniera consapevole.

È un libro di incontri. Nel racconto del viaggio di vita quotidiana, Ginevra alterna incontri tra i suoi clienti (è un`affittacamere in quel di Venezia) e i professionisti della morte. È quasi un reportage sulla sepoltura e le sue inimmaginabili variabili. La ricerca della perfetta dipartita, la consapevolezza che cercare il miglior finale aiuta se stessi, ma anche chi ci sta attorno. E tante sono le personalità che cercano di alimentare e diffondere la cultura della morte, del resto: " ....morire si deve, tanto vale farlo bene.Con una scrittura dal soave equilibrio, la nostra narratrice naviga tra le persone collegando le loro storie alla sua storia personale con levità.

A fare da cornice al racconto la città di Venezia. Esempio essa stessa nel corso dei secoli di pura dissolvenza : "...quella cosa di frenare la decomposizione è un impegno quotidiano che ti devi prendere sia col tuo corpo che con i muri che con gli oggetti perché la decomposizione è sempre lì, direttamente davanti all’angolo.” Testimone muta osserva, da protagonista secondaria quale è,  lo svolgersi della narrazione a suggellare il legame eterno che sussiste tra la vita e la morte in un circolo che tende in quanto tale all’Infinito. Dal momento che "Morire ci rende così ansiosi perché è l`unica esperienza che non abbiamo. L`hai e poi non puoi parlarne., affrontare il come morire è un’assoluta scelta di libertà e il parlarne aiuta la società ad accettare la decisione di ognuno di affrontare a proprio modo il cammino.