Giancarlo Turra Nick Drake. La strada verso il blu
Editrice Tuttle, 2025, 111 pagine, 13 euro Biografie | Saggi | Musica
24/08/2025 di Giuseppe Catani
Beautiful loser. Un termine abusato, figo come e quanto si vuole, ma spesso affibbiato a caso. Poi c’è Nick Drake: il beautiful loser per eccellenza. Poco o mai considerato in vita, scoperto post mortem. Nonostante un pugno di canzoni distribuite tra i solchi di tre album meravigliosi.
Di Drake si è scritto tanto, ed è una fortuna: l'oblio deve essere una brutta cosa... Anche Giancarlo Turra, giornalista, scrittore nonché penna di Blow Up, ha voluto dire la sua. Nick Drake. La strada verso il blu è un saggio che racconta l’uomo, l’artista, che mette insieme i cocci di una vita breve, spesso attraversata da momenti bui, da crisi depressive, da continue insicurezze. Spesso si dice che la musica può salvare la vita: non è stato il caso del cantautore di Tanworth-in-Arden, che ha barattato la propria arte con una quantità industriale di delusioni e amarezze. Più beautiful loser di così…
Turra mette le mani avanti sin dall’incipit: “Quando affronti un colosso i polsi tremano sempre”. In fondo, la sfida è la stessa da sempre: fornire chiavi di lettura diverse, dare in pasto al lettore qualcosa che non sia già stato scritto o ruminato in precedenza. Sfida vinta a mani basse. Interessanti, in particolare, le pagine nelle quali si riportano in luce le recensioni d’epoca, alcune delle quali del tutto fuori luogo. Il pur autorevole New Musical Express, tanto per dire, riuscì nell’impresa di paragonare Drake a Peter Sarstedt (fate un giro sul Tubo o similari e poi fatevi una risata, la più sonora possibile). Succede quando si ha a che fare con un alieno. E poi i richiami, per quel che riguarda i testi vergati dal musicista britannico, alla poetica di William Blake, che Turra riesce a rendere chiari e credibili.
Il volume riesce a rendere un quadro piuttosto nitido di un genio (ahinoi, incompreso) coprendo non solo le fasi di una esistenza a dir poco complicata, ma arrivando a scandagliare una discografia sì striminzita, ma che riesce ancora a regalare scoperte e a ispirare nuove interpretazioni. Scrive ancora Turra: “Amare Nick Drake significa abbandonarsi alla bellezza e a contraddizioni che qui si risolvono e là spalancano panorami da mappare all’infinito”. Come a dire che non si smetterà mai di trovare nella musica e nelle parole scritte e cantate da Drake qualcosa in grado di alzarsi oltre le apparenze, oltre la banalità. Come dargli torto?
Giancarlo Turra, giornalista. Ha un blog, Turrefazioni, e ha scritto per Mucchio Selvaggio, Extra, Classic Rock. Ora collabora con Blow Up.