Giangilberto Monti E Vito Vita

Giangilberto Monti E Vito Vita Zelig Republic. Storia del cabaret più famoso d'Italia


Compagnia Editoriale Aliberti, 2025, interviste di Vito Vita, prefazione di Giobbe Covatta, 256 pagine, 18,90 euro Saggi | Biografie | Storia

15/11/2025 di Laura Bianchi

Nel 1986 apre a Milano il più famoso locale della comicità italiana di fine Novecento, lo Zelig. Tra gli ideatori la coppia umoristica Gino & Michele e il ristoratore Giancarlo Bozzo, che rilevano il Circolo di Unità Proletaria, in viale Monza 140, con lo scopo di rivitalizzarne le attività ricreative. Quel nome, ispirato all’omonimo film di Woody Allen, e il marchio omonimo, segneranno la comicità italiana per anni. Da Smemoranda in poi, le tante società collegate al gruppo iniziale dei fondatori trasformano il mondo economico che ruota intorno a Zelig, compresa la famiglia Moratti, in un progetto anche economico, che sfiora persino la quotazione in Borsa. Ultimo baluardo di questa lunga avventura comica rimane il locale omonimo, diretto da Giancarlo Bozzo, ma a questo si aggiunge un progetto anche televisivo e multimediale.

Ci voleva qualcuno che fermasse, con ironia, ma anche precisione, la storia del locale; ci hanno pensato Giangilberto Monti e Vito Vita che, in Zelig Republic. Storia del cabaret più famoso d'Italia, raccontano i tanti retroscena della sua parabola, ma anche le “discese ardite e le risalite” della città che l'ha ospitato; perché mai come nella storia della comicità e della satira si possono trovare i segnali dei cambiamenti sociali, culturali e anche economici che hanno attraversato l'Italia, e, in questo caso, Milano.

Il lettore scopre così le tappe salienti di un percorso costellato di difficoltà e successi in uguale misura, e che incrocia il meglio della comicità italiana, che, prima ancora che il termine stand up comedian prendesse piede anche da noi, già stabiliva modi e forme di questa tipologia di intrattenimento. Passano dallo Zelig, spesso con spettacoli cofirmati proprio da Monti, nomi poi divenuti notissimi, tra cui Antonio Albanese, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro, Claudio Bisio, Silvio Orlando, Checco Zalone, Giobbe Covatta, Gene Gnocchi. Ma, come acutamente sottolineano gli autori, "non bisogna pensare che Zelig fosse un mondo di solisti, anche perché presentarsi in coppia, terzetto o quatuor fa parte della storia del genere. E qui va citato il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che incarna la fusione di una doppia coppia". Come Gino & Michele, che, sull'onda dell'allargamento del marchio Zelig all'editoria - capostipite del progetto è Giobbe Covatta - e della nascita di Smemoranda, un'agenda per cui non è sprecato l'aggettivo iconica, pubblicano Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano, con una serie successiva di edizioni, che viene letta da milioni di italiani.

Zelig funge anche da termometro della situazione sociale ed economica, si è detto; infatti "la favola finisce e la realtà impone di continuare, se non altro per curiosità"; ed è interessante per chi legge capire tutti i retroscena e i cambiamenti nell'esperienza, non sempre brillanti o esilaranti, che coinvolgono soprattutto il cuore della questione: l'autorialità, i diritti, il piacere di scrivere che si trasforma, per alcuni, in un obbligo lavorativo spesso pressante, come nel caso del rapporto tra Giobbe Covatta e Maurizio Costanzo.

La "gioiosa macchina da guerra", che gli autori chiamano "Repubblica di Bananas", diviene un laboratorio in cui anche gli esordienti trovano un loro spazio, anche se faticosamente, imparano e propongono autonome idee, come Teresa Mannino o Geppi Cucciari, mentre la holding si ingrandisce e vive momenti di crisi e altri di recupero, sempre puntualmente descritti in un libro che, lungi dall'essere stancamente celebrativo, trova invece proprio il punto di forza nella schiettezza con cui vengono raccontate le vicende.

Chiudono il volume le interviste al direttore editoriale Oliviero Ponte di Pino e al Principe di Zelig, Giancarlo Bozzo, che aiutano il lettore a riflettere ulteriormente sulla portata culturale e sociale di un'impresa fiabesca, che, se non ha il lieto fine consueto, tuttavia illumina ancora il sorriso di molti lettori e spettatori. Lunga vita allo Zelig!


Prossime presentazioni del libro:

15 novembre – Teatro del Navile – Bologna – ore 21.00

27 novembre – Circolo dei Lettori – Torino – ore 18.00

28 novembre – Teatro Munari – Milano – ore 18.00


Giangilberto Monti, chansonnier e scrittore, è anche autore di testi teatrali, produttore artistico, studioso della canzone francese e appassionato esperto di cantautorato e storia del cabaret. Allievo di Dario Fo sulla scena, ha pubblicato per Garzanti dizionari sulla canzone d’autore e sulla storia della comicità italiana, ha scritto per attori e comici, ha pubblicato una ventina di album dal 1978 a oggi e ha firmato canzoni per altri interpreti. È stato protagonista e fautore di diversi spettacoli di teatro e cabaret, soprattutto a Milano, collaborando spesso come autore ed esperto musicale con la Radio Svizzera Italiana.

Vito Vita è storico della musica italiana, musicista. Autore della prima storia dell'industria discografica italiana, Musica Solida (Miraggi, 2019). Scrive di musica dagli anni '80 sul mensile Gioventù Operaia. Collabora con varie riviste musicali.