Giampiero Frasca

Giampiero Frasca Frankenstein junior di Mel Brooks


Gremese Editore, Collana I migliori film della nostra vita, 2024, a cura di Simone Tarditi, 132 pagine illustrate, 19, 50 euro Saggi | Società | Cinema

22/02/2025 di Laura Bianchi

Due carte di identità per un genio e un capolavoro: Frankenstein junior di Mel Brooks, il saggio di Giampiero Frasca, edito da Gremese, si apre in modo da dare a ogni lettore, appassionato o meno, le coordinate per muoversi all'interno della genesi di un film che non è sprecato definire epocale. Per i cinquant'anni dall'uscita nelle sale, è d'obbligo rendere omaggio all'opera con un volume agile, curatissimo nei minimi dettagli, ricco di immagini e dal piglio colloquiale, che comunque non cede alla semplificazione, perché intende invece guadagnare in chiarezza e precisione.

"Frankenstein Junior è un film che appartiene alla vita di tutti. O di quasi tutti.", scrive nella prefazione il critico; e conclude, suggerendoci di procedere "con leggerezza. Grazie al film, sapete come si fa." Ottimo consiglio per una lettura leggera, ma non superficiale, attenta, senza essere pedante, articolata, eppure non prolissa né ridondante; come si dovrebbe sempre scrivere di cinema (o, forse, di qualunque altro argomento).

Addentrandoci nella storia del making of del film, scopriamo che Mel Brooks si ispira a un soggetto di Gene Wilder, che gli pone la sola condizione che il regista non compaia nemmeno in un cameo, ma che questi riesce comunque a essere presente, prestando la voice over "alle pagine del diario scientifico del barone Victor von Frankenstein e i versi al lupo che ululà lì e al gatto che fuoricampo è colpito da una freccetta lanciata istericamente da Frederick." Inoltre, veniamo a conoscenza del motivo della scelta del bianco e nero e del formato, o delle transizioni rétro, e scopriamo che l'intera strumentazione del laboratorio è del Frankenstein originale del 1931, e proviene dal garage di Santa Monica di Kenneth Strickfaden, che li aveva realizzati, pur senza comparire nei crediti. Ma ci sono altri spunti interessanti nell'analisi, come l'approfondimento riguardante lo sguardo in macchina, con tanto di galleria di fotogrammi, che fanno capire quanto questo espediente sia importante nel film, per costruire paragoni tra gli sguardi dei diversi personaggi, oppure il divertente accostamento tra il fotogramma conclusivo del film e i vari The End di pellicole come Il mistero delle dodici sedie, Alta tensione, Robin Hood – Un uomo in calzamaglia, Mezzogiorno e mezzo di fuoco, La pazza storia del mondo.

Alla fine della carta di identità del film, c'è poi un consiglio: "Si raccomanda di guardare questo film, come tutti i film, in lingua originale, con o senza sottotitoli, per gustare le voci, i rumori, le musiche e i dialoghi originali, quasi sempre traditi dalle versioni doppiate." Un consiglio che mi sento di appoggiare in toto; pur senza sminuire il lavoro dei doppiatori, ritengo anch'io infatti che soprattutto film come Frankenstein Junior perdano buona parte del loro fascino senza la loro versione originale. Lettura divertente, agile e istruttiva, che riaccende in noi il desiderio di rivedere per l'ennesima volta quel capolavoro.


Giampiero Frasca è un critico cinematografico, saggista e blogger. Collabora e ha collaborato con varie riviste (Cineforum, SegnoCinema, Filmcritica, Cinecritica, Garage, Playboy, Senses of Cinema) e ha un blog, (dis)Sequenze. È autore di "Dennis Hopper. Easy Rider" (2000), "Road Movie. Immaginario, genesi, struttura e forma del cinema americano on the Road" (2001), "Manuale dei generi cinematografici" (con Luca Aimeri, 2002), "C'era una volta il western" (2007), "Il cinema va a scuola" (2011), "Storia e storie del cinema americano" (2013), "La suspense. Forme e modelli della tensione cinematografica" (2015), di due libri dedicati a Michael Cimino, "I cancelli del cielo" (2017) e "Il cinema di Michael Cimino" (2020) e di un volume con finalità didattiche che ha riscosso particolare successo, "24 fotogrammi per una storia del cinema essenziale ma esaustiva" (2021).