Gherardo Colombo

Gherardo Colombo Il vizio della memoria


1996, Milano, Feltrinelli
Ed. econ. € 6,71 - Serie bianca, € 14,46

di Francesco Rossini

Il giudice, il piemme, il magistrato. Figure impolverate con le toghe spazzolate di forfora sulle spalle, lente, analitiche, noiose, cerimoniose. Si frappongono fra il cittadino e il suo benessere, la sua tranquillità. Sono i lacci e i lacciuoli che la superficialità politica e imprenditoriale ha individuato come oppositori del mondo globale, commerciale, economico e finanziario. Il denaro passa sotto forma di titoli, contanti, libretti al portatore davanti agli occhi dell'incredulo funzionario dello stato che lo conta, ipotizza da dove possa arrivare e sopratutto chi lo possa prelevare. Ha un volo per Zurigo o per le Cayman alle diciotto, così saluta la segretaria e si avvia a Linate. Farà caldo e come si suda per farsi capire dal giudice svizzero tedesco o anglofono che non pensa assolutamente a far perquisire la sede di quella società. Nella cassaforte sono sicuro che c'è una copia della scrittura privata recante le firme del faccendiere e dell'immondo finanziere. Poi i titoli azionari per milioni euro. Ma che euro, io rischio la neuro. I nove milioni mensili che guadagno basteranno a farmi smaltire il fuso orario e la voglia di dare un pugno in faccia a quel figlio di puttana che non ha rispetto per niente? Mio figlio va a scuola ma per imparare cosa ? La regola, la norma, il vivere civile, l'educazione. Non serve ad un cazzo. Sì, di facciata siamo tutti gentili, formali, eleganti. Dentro invece furenti, disorganici, svaccati. Pronti a fottere lo Stato e gli altri. 

Questo e altro troverete nel libro. Ovviamente non esposto in tal modo. Un po' saggio, molta autobiografia, appunti di lavoro, filosofia civile, storia contemporanea. 

Si spiega il lavoro e l’accesso alla magistratura, le indagini, il sentirsi parte di un potere che si confronta con la società e la politica, i rapporti con i colleghi, le frustrazioni che il potere politico italiano regala a chi tenta di costringerlo al rispetto del codice penale. 

Colombo racconta l’attività investigativa. Di essersi imbattuto in reati sistematizzati, reiterati da singoli e gruppi di persone che si davano mutua copertura e assistenza usando spesso i loro posti di potere.

Superfluo dire che il giudice crede al sistema delle regole democratiche e le pone a confronto con le norme ben più stringenti ed efficaci della criminalità. "…le regole democratiche si seguono per ottenere un’uguaglianza mentre quelle criminali per un privilegio". Il grande imputato al processo di Colombo è giustamente l’italiano medio, ma più che medio, il mediocre. L’uomo che non riesce a concentrarsi nel condannare i reati di gruppo e li fa diventare consuetudine tollerata, a volte esempio. L’ometto che non paga le tasse perché tanto chi se ne accorge. L’uomo che falsifica le carte, i bilanci. Per cento o centomila euro non fa differenza.

Il libro ripercorre la notorietà, da Colombo ben contrastata, ottenuta insieme al pool "Mani pulite". E’ stato collega di Di Pietro, da lui anni luce diverso per nascita, cultura, atteggiamento.

Di lui, Di Pietro dice che è uno dei tanti validi magistrati dimenticati. Non concordo, perché Colombo, a parte i libri che comunque sono un’operazione commerciale e pubblicitaria, non ha cercato l’approvazione e l’amore della folla, non ha acquisito consenso per poi spenderlo alle consultazioni elettorali. Non è un attore protagonista sulla via del tramonto ma un caratterista che lavora in più pellicole contemporaneamente.

Attualmente, si ostina a rappresentare l’interesse dello Stato a fianco di Ilda Boccassini durante i dibattimenti del processo Imi-Sir. Se dovessi incontrarlo, parafrasando il procuratore Borrelli, gli direi: "Insistere, insistere, insistere".


APPROFONDIMENTO - Contenuti e spunti del volume

  1. La magistratura e il lavoro del magistrato

  • Due modi di intendere le professioni e il lavoro:

    1. Lavoro come servizio agli altri, subordinando il proprio interesse al servizio stesso

    2. Lavoro come servizio a favore di sè stessi.

  • La molla per il magistrato investigativo (o per il vecchio giudice istruttore), è la voglia di scoprire. L’approccio deve essere scientifico, non deve procedere per ipotesi ma per probabilità. Piccoli passi, strade imboccate e poi abbandonate, eventuale recupero di vie abbandonate, individuazione di obiettivi e scelta degli strumenti per arrivarci. Alla fine delle scoperte e degli indizi di prova va dimostrata la validità delle suddette.

  • La magistratura nacque per evitare che un qualsiasi cittadino fosse in balìa di chi emanava le leggi (parlamento), o di chi le applicava (esecutivo). Il giudice controllava l’applicazione della legge, applicazione che doveva essere coerente con la lettera e con lo spirito della legge stessa. Il giudice era inteso come "bocca della legge".

  • Il potere esecutivo risentiva della forma statale "assoluta", accorpando autonomie e possibilità d’azione quasi illimitate. L’esecutivo, espressione dello stato democratico-liberale attuale, pur tendendo ad espandersi tramite legislazioni d’urgenza e necessità non sempre opportune, viene in qualche modo tenuto a freno dal parlamento e dalla magistratura.

  • Purtroppo, la magistratura, in alcuni periodi, non è stata consapevole di essere indipendente ed ha preferito, da un lato assecondare la cultura dell’esercizio del potere (ndr. che accomuna tutti e tre i poteri), da un’altro evitare di approfondire caratteri illegali dell’esercizio medesimo.

  • Talvolta, qualche capo di ufficio giudiziario riluttante ma costretto ad indagare su reati compiuti da uomini dello stato o politici, ha preferito affidare le indagini a magistrati oberati da altre inchieste, o ad altri incapaci, pigri, non zelanti.

  • Talvolta i giudici incaricati andavano fino in fondo ma il potere si difendeva in altri modi per impedire la conoscenza esatta dei fatti e la scoperta di verità scomode:

    • modificando artatamente la realtà o depistando

    • nascondendo testimoni

    • eliminando fisicamente il giudice investigatore

    • sottraendo le indagini al magistrato

    • sottraendo il magistrato alle indagini

  • La magistratura, dall’unità, ha esercitato una tensione crescente e discontinua verso l’indipendenza da poteri istituzionali (esecutivo e legislativo) e da influssi non istituzionali come il consenso, il denaro, la fama.

  • L’uguaglianza e la proporzione sono le due convinzioni che devono guidare il magistrato

  • Qualcuno cerca nella magistratura la soluzione ai propri problemi economici, di potere.

  • Le correnti di rappresentanza dei magistrati in seno all’organo di autogoverno e nelle procure sono Magistratura Democratica, definita la più a sinistra e che Colombo ritenne di frequentare, Magistratura Indipendente conservatrice, Ass.ne nazionale magistrati italiani più istituzionale e tendente alla rappresentatività in seno al C.S.M.

  1. Storie Italiane

  1. Piazza Fontana - "I miei colleghi magistrati sono stati posti nella condizione di non scoprire più nulla"

  2. 1980 - Vennero uccisi alcuni magistrati: Nicola Giacumbi a Napoli, Girolamo Minervini a Roma, Guido Galli a Milano. Galli, che fu ucciso dai terroristi di "Prima Linea", era un amico e collega così professionalmente ineccepibile che, dopo il delitto, per imitazione e commozione Elena Paciotti, fino a quel momento giudice civile, chiese di passare all’ufficio istruzione della procura milanese.

  3. 1981 - Loggia massonica P2

    • L’indagine è condotta tempestivamente dai giudici milanesi, fra i quali Colombo. L’indipendenza e incontrollabilità dimostrata fanno sì che di lì a poco il loro lavoro sia sovrapposto da altre indagini ordinate dalla procura di Roma. Achille Gallucci, procuratore capo del tribunale romano, viene invogliato da pressioni politiche a interessarsi all’indagine P2 e ad affidarla a Domenico Sica. Il "porto delle nebbie" romano emette avvisi di reato per associazione a delinquere verso alcuni "piduisti" che i giudici milanesi avrebbero a loro volta potuto chiamare come testimoni. Chiamare a testimoniare prima del rinvio a giudizio significa presumibilmente assicurarsi nuovi indizi di commissione di reati specifici e nuovi coinvolgimenti; perchè il testimone è tenuto a dire la verità agli inquirenti. L’imputazione o l’avviso di reato, seppure più grave e scomodo, non costringe l’imputato a chiarire i fatti ai giudici prima del processo. In questo modo si inaridisce l’indagine di collegamenti e di nuove scoperte.

    • Gallucci solleva un conflitto di competenza tra i due filoni di indagine. Il conflitto è risolto da una decisione discutibile della Corte di Cassazione che sposta l’indagine in toto a Roma, con respiri di sollievo di molte forze occulte e politiche.

    • Se le indagini fossero rimaste a Milano, si sarebbe anticipata Tangentopoli di undici anni, con il risultato che il sistema tangentizio non si sarebbe così radicato nella società. Difatti, il conto bancario svizzero denominato "protezione" scoperto dagli inquirenti, avrebbe portato agli imprenditori che lo gonfiavano e ai politici socialisti che ne disponevano.

    • La vicenda della P2 porta a galla l’amore perverso per il potere diretto e assoluto senza alcun’ ideologia, senza ragioni sociali se non quelle di una conservazione mascherata da esoterismo.

    • L’epilogo della vicenda sulla P2, nonostante dieci anni d’indagine giudiziaria da un lato, e politica in seno alla commissione dall’altro, porta quasi a ritenere la loggia massonica al pari di un club lecito.

  4. 1984 - Fondi neri Iri-Italstat
  • Per "fondi neri" a disposizione di un’azienda pubblica o privata, si intendono cifre di denaro non contabilizzate, non messe a bilancio.

  • I fondi illeciti si possono formare

    1. parcheggiando denaro pubblico in libretti o conti correnti esteri o titoli che facciano maturare interessi. (Italstat e Bernabei)

    2. Pagando fatture maggiorate rispetto al bene erogato generando un surplus da utilizzare

    3. Pagando fatture a fronte di beni o servizi inesistenti ovvero mai erogati

  • Questo denaro è servito per incrementare gli stipendi di massimi dirigenti e amministratori, pagare dipendenti o professionisti con soldi "fuori busta", pagare tangenti ad amministratori pubblici, alimentare il finanziamento illecito di partiti o gruppi politici, sovvenzionare mezzi di comunicazione di massa.

  • I fondi neri comportano una sottrazione di risorse all’imposizione fiscale con aumento di pretese dello stato verso gli altri contribuenti. Si arrecano danni al mercato e alla concorrenza e danni economici nella gestione dell’azienda stessa.

  • Spesso, si paga un surplus in "nero" a qualche dipendente per farlo strumento diretto dell’amministratore, ponendolo al di sopra o fuori dalle gerarchie interne; in questo modo si infrange una forma di lealismo societario. Il "favorito" si mette in relazione con il politico ricevitore di denaro e insieme acquistano all’interno dell’impresa un ruolo strategico capace di influenzare le possibilità di lavoro futuro, le aliquote delle imposte cui sono assoggettati i prodotti, l’ammontare dei canoni dei servizi forniti, il prezzo di vendita. I fondi neri arricchiscono illecitamente gli amministratori o i soci di maggioranza delle società, danneggiando gli altri soci e i piccoli azionisti.

  • L’azienda pubblica Italstat e il suo presidente Bernabei furono condannati ma a pene sottodimensionate rispetto ai reati ascritti.

  • I giudici devono cercare le documentazioni di operazioni illecite di trasferimenti di denaro presso le banche estere. Per farlo devono convincere i giudici del paese straniero a indagare, a contrastare poteri locali corrotti ma forti, a subire economie fondate su un sistema bancario mai trasparente, su un diritto societario centrato sulla possibilità di creare aziende di comodo e di compiere operazioni commerciali inesistenti.

  1. Magistratura e Mafia

    • FALCONE (amico di Colombo dal 1980)

    • "Era organizzativamente capace, aveva scientificità, capacità di cercare le prove senza limitarsi agli strumenti tradizionali ma inseguendo i riscontri documentali. Cercava la prova degli incontri tra indagati utilizzando bollette, contratti d’affitto, alloggi in albergo."

    • "Approfondiva lo studio delle strutture, composizione, attività delle società private."

    • "Individuava i patrimoni, i possedimenti delle persone. Scavava nei rapporti con le banche e studiava attraverso i documenti conservati da queste i legami, ad esempio la girata di un assegno."

    • "Viaggiava e andava a cercare prove in tutti i continenti, senza risparmiarsi."

    • "Consultava altre procure per tentare di incrociare le loro scoperte con le sue."

    • "Stava antipatico a molti per la sua bravura."

  • Il Capo dell’Ufficio Istruzione a Palermo fu prima Chinnici poi Caponnetto. Suo ruolo è assegnare le indagini a questo o a quel giudice, pungolare e modulare gli sforzi investigativi, decidere le strategie e l’impegno dell’ufficio.

  • "Per combattere la Mafia bastano le strutture esistenti coese e potenziate. Per ottenere risultati più trasparenti che non quelli prodotti da strutture separate, come l’Alto commissariato."

  1. 1989-92 Stragi e terrorismo - rapporti col Parlamento
  • Colombo diventa consulente della comm.ne parlamentare stragi e terrorismo proposto da Macis del P.c.i. ma imponendo la sua indipendenza. I consulenti sono nominati dall’ufficio di presidenza su segnalazione e ratifica dei membri della commissione. Il consulente acquisisce atti, prepara domande da formulare ai testimoni, elabora relazioni su temi specifici.

  • Colombo in seno alla commissione comunica la discrepanza fra le cose scoperte dalla magistratura e quelle che il parlamento e il governo vogliono utilizzare. Ma tutto ciò non diviene oggetto delle sedute della commissione con grande delusione del giudice.

  • Colombo nota come il lavoro della commissione, presieduta onestamente da Gualtieri, fosse intensivo su un caso alla volta. Ma quando l’epilogo rivelatore per quella strage pareva essere vicino, si sceglieva di abbandonare tutto e di concentrarsi su un altro misfatto. E così di seguito. Insomma una serie di impegni e indagini gravose che in vista del risultato finale si abbandonavano.

  • "Forse, una strategia di avvertimenti, di scambi politici (spartizioni), ricatti, velate minacce sottostavano e venivano veicolate dalle indagini della commissione. La commissione sembrava diventare un ente che non dovesse raggiungere del tutto dei risultati ma soltanto delle allusioni ai possibili esiti."

  • "La mediazione, che vuol dire ricerca del mezzo, si trasforma in un sotterraneo baratto di cose e valori anche di quelli ufficialmente intoccabili"

  1. 1992-94 Tangentopoli, l’abbandono di Di Pietro
  • Nel pool "Mani pulite" si alternarono Colombo, Di Pietro, Davigo, Ghitti, Gualdi, Ramondini, Jelo, Tito, Greco, Taddei, Parenti ("Titti la rossa").

  • "Le denunce vennero fatte sia da persone direttamente indagate che da altri sconosciuti che si presentavano in procura accompagnati dal proprio avvocato. Raccontavano fatti, reati, persone coinvolte, passaggi di contante, conti in Svizzera. Dicevano di farlo variamente, per togliersi un peso, per dare soddisfazione alla richiesta di legalità dell’opinione pubblica, per paura di essere detenuti. Di regola, raccontavano molto ma non tutto, celando particolari che tenessero in salvo qualche altro conto estero o qualche amico potente, responsabile di reato."

  • "Di Pietro interrogava, io cercavo e esaminavo carte, Davigo riceveva da noi i documenti e li riassumeva per la richiesta di autorizzazione. Noi e Di Pietro ci siamo rispettati e aiutati…"

  • "Tonino Di Pietro era grande negli interrogatori, prevedeva le mosse del testimone, incalzava, aveva intuito, tanto che qualcuno pretese di confessare tutto ma soltanto davanti a lui. Accentratore e sovrappositore di filoni di indagini degli altri colleghi. Meno bravo nello studiare le carte."

  • "Davigo è razionale, diretto, comunicatore, sistematico nelle descrizioni. Si occupava delle spiegazioni con le quali richiedere le autorizzazioni a procedere per i parlamentari coinvolti, quindi scriveva molto e con assillo, dato il limite stretto dei trenta giorni che deve trascorrere tra il coinvolgimento del parlamentare e la presentazione della richiesta alla camera di appartenenza."

  • "Italo Ghitti era il Giudice delle indagini preliminari che riceveva da noi le richieste di ordinanze di custodia cautelare e con formidabile capacità lavorativa, privilegiando la rapidità, le emetteva per scongiurare inquinamenti e alterazioni delle prove."

  • "Tra di noi ci sono state sporadiche dissonanze, punti di vista diversi, quasi sempre riguardanti il metodo o il merito. Quando l’indagine si espande a macchia d’olio gli spigoli si smussano."

  • "Le indagini spesso consistevano nell’ esaminare mastodontiche contabilita’ societarie, individuare rapporti bancari, analizzarli e trovare il sistema scelto per coprire depositi mascherati o effettuati tramite prestanome, o celati attraverso operazioni commerciali inventate."

  • "Di Pietro aveva assunto una figura simbolica al di là di quella giudiziaria. L’imparzialità sembrava personalizzarsi in lui ma io credo che questo valore, centrale nella giurisprudenza, debba essere impersonale (non anonimo)."

  • "Alla fine, ritengo che la sua rinuncia alla magistratura sia stata una libertà morale esercitata in buona fede, non avendo egli conoscenza degli effetti che questa poteva avere per il pool e per i suoi seguenti incarichi. Insomma, la sua decisione portava conseguenze imprevedibili, eticamente neutre."

  • "La scelta di abbandonare la magistratura si è rivolta contro di lui, ha avuto debolezze, comportamenti indecifrabili e timori. Ha subito un ricatto evidente ed altri silenti, e anche minacce di punizioni."

  • Ilda Boccassini di ritorno da Palermo sostituisce il magistrato molisano.

  1. 1994 Indagine sulla Guardia di Finanza
  • Un maresciallo della GG.FF consegna del denaro al brigadiere Di Giovanni, suo sottoposto,. sostenendo che sia frutto di una determinata verifica. Il brigadiere dubbioso denuncia tutto al giudice Tito. Il magistrato chiede la perquisizione a casa del maresciallo, e trovandovi denaro non giustificato lo trae in arresto.

  • Da qui nasce l’indagine su duecento verifiche contabili inquinate da sotterranei pagamenti verso ufficiali e sottufficiali affinchè evitassero di scoprire irregolarita’ di gestione e nei bilanci.

  • L’indagine sulla Guardia di Finanza miete ufficiali, sottufficiali, generali, imprenditori della moda, fratelli di presidenti del consiglio.

  • Un’istanza di rimessione per un filone di indagine viene presentata, con argomenti pretestuosi, da un imputato. Lui sosteneva che i giudici milanesi non dovessero, per motivi di incompatibilità, giudicare la sua posizione e chiedeva che il dibattimento fosse celebrato in altra sede.

  • La cassazione investita dall’istanza devolve il giudizio per questa "tranche", ai magistrati di Brescia, che a loro volta indagano correttamente e tempestivamente consolidando le acquisizioni milanesi. Il processo generale si celebrerà nel capoluogo lombardo.

  1. Epilogo - Regole democratiche e criminali -  Caratteri italiani

  • "Il sistema delle regole criminali è più rigoroso, crudele, severo e applicato che non quello delle regole giuridiche. Ad esempio, nelle regole delle Mafie esiste la pena di morte e la sentenza verrà eseguita con ineluttabile fermezza. Le regole criminali danno sofferenza perché pesanti, obbligatorie, servono a creare dominio a discapito di altri, quindi danno una retribuzione materiale e di rispetto costruito ma tangibile."

  • La finalità di un sistema di regole è centrale per capire per quale ragione tale sistema si abbracci o meno. Insomma, io abbraccio le regole ma il risultato dell’osservanza quale sarà?

  • "Nelle organizzazioni criminali il risultato dell’adesione al sistema è l’ottenimento di privilegi. In queste associazioni si respira insofferenza per le regole costituzionalmente sancite, voglia di trasgressione alla civile convivenza, si cerca e provoca la definizione di una scala di valori feudali: chi comanda, chi è sottomesso, coloro che verranno calpestati."

  • Modelli culturali proposti dalla società criminale :

    • affermazione ad ogni costo, a discapito di chiunque e di qualunque altro principio confliggente

    • assoluta espansione individuale

  • "In Italia la regola è sentita con sofferenza un limite, qualcosa che toglie. Esistono due categorie di regole a) Regole formali nelle quali l’uguaglianza è valore costituzionale b) Regole Occulte che cambiano arbitrariamente a seconda della volontà del soggetto (corruzione negli appalti, corruzione nella causa civile, corruzione per non pagare una multa)"

  • "Qualcuno intende l’uguaglianza come piattezza. Bisognerebbe educare sé stessi alla ricerca della misura nello stare con se stessi e poi con gli altri."

  • "Chi tra la gente comune è propenso ad infrangere la regola, spesso inveisce contro i potenti, con i corrotti, si finge di essere disarmato e costretto ad adeguarsi al loro comportamento pur deprecandolo."