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Georges Simenon

Il pensionante

Georges Simenon


Adelphi, 2015

di Corrado Ori Tanzi
Non hanno neanche memorizzato il suo nome. Per loro era Van der Coso perché non era il nome la notizia interessante. Aveva il denaro e questo era più importante. Élie Nagéar e la sua più o meno compagna Sylvie, figlia dell’affittacamere in cui lui ora dimora a Charleroi ed entraîneuse in un night dove ha appunto conosciuto Van der Coso, non hanno pianificato assieme l’omicidio, ma è come se la firma fosse doppia. Élie ha seguito l’uomo sul diretto Bruxelles-Parigi e con una chiave inglese lo ha ucciso nella notte. Non finiva di colpirlo, tanto che gli faceva male il braccio. Ma le dieci mazzette di banconote se le è portate via. Così almeno ora Sylvie lo tratterà con maggior rispetto.

La camera della pensione diventa per Élie l’unica porzione di mondo in cui stare. Ha anche un fortissimo raffreddore che prima o poi si tramuterà in febbre. Eppure la situazione non può rigare normale. Ha appena ucciso un uomo, anche se in terra straniera, e non è un sicario di professione. Dentro la pensione non è che la notizia dell’assassinio resti inedita e qualcuno non ci mette molto a iniziare a fare i primi collegamenti quando il gioco del sospetto può portare dentro quelle mura.

E se poi anche la polizia inizia a mettere le mani su pezzi sempre più grandi del puzzle allora per Élie il momento diventa delicato. Sylvie in tutti i modi lo vuole convincere ad andarsene. Meglio al sicuro come fuggitivo che arrestato per omicidio col pericolo di essere condannato a morte. Niente, l’uomo non si muove. La sua camera, il bagno, la cucina sono e resteranno il suo pianeta. Se il mondo fuori cade, il mondo dentro non deve necessariamente seguirne la sorte. E poi al calduccio e con una minestra che la proprietaria, che lo tratta con tanta tenerezza, gli prepara, la vita sembra non aver bisogno di altro.

Datato 1934, Il Pensionante (Le Locataire) segnò il titolo che permise a Georges Simenon di entrare nella già super prestigiosa squadra della Gallimard. Lui, il padre di Maigret, additato con sufficienza proprio come tale dalla crème del mondo letterario contemporaneo, era riuscito così giovane a entrare nell’olimpo grazie ai noir. Un mondo alla rovescia per le parrucche più celebrate.

E invece basta farsi trasportare da questo titolo per capire l’illuminante scelta della celeberrima casa editrice. Mentre la catastrofe ci sta piano piano accerchiando noi, chiusi nel nostro bozzolo, continuiamo ad andare di champagne e sigari perché il mondo è solo e solamente dove noi diciamo che sia. Linguaggio asciutto, scavo psicologico che gioca d’anticipo col movimento esistenzialista in letteratura, vite portate avanti con gesti mai più che essenziali. Poi si compie la Storia. Perché la Storia, se non chiede permessi, non rispetta neanche le patologie individuali. La Storia si abbatte su Élie. Perché appunto mettendo a incastro i pezzi si fa logica e matematica. E contro la matematica la psicologia del singolo essere umano non ha mai vinto. Un maestro stava nascendo. Colui che assoggettò la matematica e la logica alla poesia più liricamente nera della letteratura. 

Corrado Ori Tanzi  lo trovate anche su:

https://8thofmay.wordpress.com/