Garibaldi M. Lapolla Il fuoco nella carne
Edizioni readerforblind, 2025, 425 pagine, 20 euro Narrativa Straniera | Romanzo
21/05/2025 di Eliana Barlocco
Il fuoco nella carne di Garibaldi M. Lapolla è un romanzo scritto nel 1931 e in prima uscita nella traduzione di Erika Silvestri per le Edizioni readeforblind. Ardore o passione, impetuosità o avventatezza, placida calma pronta a trasformarsi in lava incandescente, che, con lentezza e determinazione, lavora bruciando tutto quello che incontra lungo il cammino. È questo il fuoco e il furore che scorre ribollendo in tutti i protagonisti del romanzo. Agnese, il fulcro attorno a cui gira l’intera costruzione del romanzo, deve soffocare la sua passione e, contemporaneamente, tenere a bada quella di altri. È epicentro da cui si originano ‘i raggi’ che da lei dipendono: il padre e il fratello che vegliano sul suo onore subendo le decisioni di Agnese; Michele, marito ombra, incapace di accettare il ruolo che si è scelto e che cova nel proprio animo un mucchietto di cenere non del tutto sopita; Antonio, adoratore della conquista, sia essa una posizione sociale o un donna; Giovanni, il figlio odiato e poi amato, che lotta per trovare un posto nel mondo degli affetti materni; i vari personaggi femminili in bilico tra invidia e adorazione della protagonista; e infine Gelsomino, la miccia da cui tutto parte e a cui tutto ritorna.
La vicenda è ambientata nella comunità italiana di Harlem, qui la famiglia Dantone si impone grazie alla perspicacia di Agnese, una donna che nella nuova terra cercherà quel riscatto morale e sociale che la vita le deve. Incurante dei suoi sentimenti e di quelli altrui, tiene fermamente dritta la barra, navigando verso il suo scopo; a volte sembra giocare con quelle passioni, arrivando a lambire la fiamma che potrebbe bruciarla, ma subito si ritira, ricordando quello per cui ha lavorato e la condizione che vuole raggiungere: il rispetto altrui.
Il fuoco che abita tutti forse è il medesimo che ha dimorato nell’animo di Garibaldi Mario Lapolla, emigrato a soli due anni al seguito dei genitori in quella che per molti era considerata la terra promessa: gli Stati Uniti. Tradotto in un linguaggio fedele al testo originario con incursioni verso la parlata dialettale, il romanzo narra una storia di emigrazione, di passione, di remissione al destino, in un circolo vorticante che porterà ogni personaggio all’implosione: “Sembrano animali in trappola...animali in trappola che si mordono a vicenda e non riescono a muoversi, non riescono a tirare fuori i denti.”