Gaetano Savatteri

Gaetano Savatteri Il gatto che prendeva il treno - Conversazione sulla magia delle stazioni - dialogo con Andrea Camilleri


Bibliotheka Edizioni, 2025, Collana Formiche, illustrazioni di Paolo Niutta, 72 pagine, 14 euro Saggi | Viaggi | Storia

06/09/2025 di Laura Bianchi

Il 6 settembre 1925 nacque a Porto Empedocle uno degli scrittori più letti e amati: Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore, regista di teatro, televisione e radio; per celebrarne il centenario, esce per Bibliotheka editore  Il gatto che prendeva il treno, con le illustrazioni di Paolo Niutta. Un volumetto agile e delizioso, imperniato su una conversazione - riduttivo chiamarla intervista - dello scrittore siciliano Gaetano Savatteri con il celebre padre del Commissario Montalbano, riguardante l'immagine del treno, e in particolare del rapporto tra questo e l'uomo, ancor più nel dettaglio, del siciliano. “C’è un treno nella vita di ogni siciliano”, scrive Savatteri. “Un treno perduto. Un treno che porta lontano o fa ritornare.".

E Camilleri ci regala, nel corso della lettura, autentiche perle di puntuta ironia e pacata saggezza, com'è nel suo stile, mentre Savatteri è abile ad approfondire, con rispetto e passione, alcuni aspetti della poetica dello scrittore. Come questa battuta, sul "frinire delle cicale" in una stazione: "Perché è importante il viaggio in sé. Non l'arrivo. Si arriva quando vuole Dio. L'importante è adattarsi al viaggio, reggerlo, reagire al viaggio. Perché il viaggio in sé è significativo. Il fatto che le stazioni siano un frinire di cicale non fa che avvalorare questa idea del viaggio." O come quando rievoca un viaggio a Palermo, per comprare alcuni libri, tra cui Ossi di seppia di Montale, e al ritorno si commosse leggendo qualche verso di Corno inglese; allora finse, davanti a un contadino che gli chiedeva ragione delle lacrime, adducendo la scusa che gli fosse entrato del carbone nell'occhio, "un meraviglioso alibi per nascondere la commozione improvvisa della lettura della poesia".

I ricordi dello scrittore ci portano in una Sicilia rurale, dai paesi arroccati su colline irraggiungibili col treno (e allora c'era una "pintaiota", una corriera che congiungeva la stazione al centro del paese), coi treni che spesso si fermavano a una stazione anche per dieci minuti - e allora Camilleri poteva sfogarsi a fumare - e che trasportavano emigranti "con le valigie piene di roba...legate con lo spago". E, se molte delle stazioni ora non sono più funzionanti, la buona volontà di alcune amministrazioni le ha trasformate; la gioia del bibliofilo Camilleri è palpabile, quando racconta orgoglioso di quella di Cannelle, nella sua Porto Empedocle, che ora è una biblioteca.

Chiude il volumetto una riflessione di Savatteri, altrettanto profonda e significativa, mentre le immagini di Niutta ci aiutano a vivere quanto leggiamo in modo ancor più diretto. Una lettura non banale, e un modo per conoscere ancor meglio uno scrittore indimenticabile.



Gaetano Savatteri giornalista e scrittore, è nato a Milano nel 1964 da genitori di Racalmuto, e a dodici anni è tornato con la famiglia in Sicilia. Ha lavorato al Giornale di Sicilia, al quotidiano L’Indipendente, dove è stato inviato speciale, in seguito al Tg3, al Tg5 e a Rete 4. Dai romanzi e racconti che hanno per protagonista il giornalista e investigatore Saverio Lamanna, è stata tratta la serie televisiva Màkari con protagonista Claudio Gioè.

Nel 2003 ha ricevuto con Camilleri il Premio Racalmare-Leonardo Sciascia.

Paolo Niutta è un illustratore e graphic designer calabrese. Le sue illustrazioni da sogno mostrano tutto il suo talento creativo e il fascino vintage. È art director di due agenzie che si occupano di comunicazione visiva.