Frode Grytten Il giorno in cui Nils Vik morì
Carbonio Editore, 2025, Collana Cielo Stellato, traduzione di Andrea Romanzi, 150 pagine, euro 18 Narrativa Straniera | Romanzo
04/10/2025 di Eliana Barlocco
Frode Grytten, ne Il giorno in cui Nils Vik morì, edito da Carbonio Editore nella traduzione di Andrea Romanzi, affronta con estrema essenzialità e poesía il tema della morte, in particolare l’attimo che separa la coscienza di esistere dall’obbligo della dipartita.
Nils Vik è un uomo solo, vedovo e con le figlie fuori casa; fa un lavoro solitario, il traghettatore, in un ambiente malinconico e a volte ostile: “Se si vuole amare il fiordo, bisogna anche amare la monotonia, la ripetizione, la routine, avere la forza di volontà di stare in quella posizione per ore di seguito”. Un paesaggio che si fa casa, diventa un elemento distintivo della sua vita, un mondo da scoprire e da vivere ogni giorno della sua esistenza: “Per lui quella barca era molto di più: era diventata un sentiero di vita…La barca era un satellite, una luna che fluttuava nel fiordo.”
Poi una mattina realizza che il tempo della sua esistenza è giunto al termine e consapevolmente si incammina verso il limite dei due mondi. Scosta il pannello, il drappo che ne determina il confine, e comincia a navigare lungo quel fiordo, solcato innumerevoli volte, ma in una nuova maniera. Cavalca il tempo al contrario, ripercorrendo, seppur in avanti, il percorso che la vita gli indica. Incontra così i volti e le storie di chi non esiste più; un ventaglio di defunti si accomoda sulla sua barca, facendosi di nuovo trasportare, condividendo con lui le pagine dei diari di bordo, che negli anni Nils ha diligentemente compilato.
E così il tempo presente si mischia al tempo passato. Si confonde la percezione del suo essere ora e del suo essere allora, in un paesaggio incantato, ostile, ruvido, ammantato di quella melanconia che in parte contraddistingue lo stesso linguaggio usato dall’autore. Un libro scritto rigorosamente tutto in prima persona, in cui l’io narrante, crescendo pagina dopo pagina, finisce per dissolversi; Nils, roteando il bicchiere della vita, mesce delicatamente il suo vino, accorpando e facendone emergere i diversi sapori, in un tempo che, cristallizzandosi, gli regala l’eternità: “Il tempo esiste nel suo corpo, esiste nella sua testa, tutti esistono in un punto compreso tra il corpo e l’anima, tra un avanti e un indietro, tra due metà dell’enigma, cercando di far quadrare tutto.”
Frode Grytten (Bergen, 1960) è fra i più acclamati scrittori contemporanei norvegesi. Giornalista e autore di romanzi, racconti, poesie e libri per l’infanzia, è stato tradotto in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Il giorno in cui Nils Vik morì è stato candidato al Booksellers’ Prize e al Libraries’ Prize of Literature, e ha vinto il Norwegian Book Prize nel 2023.