Francesco Gesualdi

Francesco Gesualdi Manuale per un consumo responsabile - dal boicottaggio al commercio equo e solidale


Feltrinelli, 2002, € 6,50

di Andrea Balestri
Spesso ed in maniera ipocrita, chi più e chi meno, ci sentiamo in colpa per l'opulenza delle nostre esistenze rispetto a quelle degli abitanti di quei paesi cosiddetti sottosviluppati. Questo sentimento, altrettanto spesso, non nasce da un moto spontaneo, ma è stimolato dagli stessi mezzi di comunicazione di massa che in maniera molto più incisiva e infida suggestionano l'inconscio nella direzione del consumo e dell'arricchirsi ad ogni costo.

Il saggio di Gesualdi innanzitutto vuole ricordare che il sistema di consumo in cui viviamo non è esogeno ma è il consumatore stesso che lo sostiene. Quindi è il consumatore, o ancora meglio le sue scelte di consumo che possono orientare il sistema su cui si reggono imprese e commercio. Premesso questo ci si sofferma sulle "armi" a disposizione di tutti noi per poter avere un sistema economico più giusto, più equilibrato e rispettoso dell'ambiente. Si va dal boicottaggio (forma abbastanza estrema), al consumo critico, passando per il consumo equo e solidale. Ad ognuna di queste macrocategorie è dedicato un capitolo ricco di informazioni e dati sempre documentati: Vengono inoltre spiegati in maniera esaustiva i concetti stessi che intitolano i sopracitati capitoli, nonché le motivazioni che supportano una scelta di consumo che, se certamente non è la più facile, è però la più corretta. Seguono poi due capitoli che trattano l'uno dell'importanza del marchio di garanzia, e l'altro dell'importanza di uno stile di vita che consenta il tanto decantato sviluppo sostenibile allargato a tutti, ottenibile attraverso comportamenti caratterizzati da sobrietà, limitazione degli sprechi, e rinuncia dell'enorme "di più" che ci viene fatto avvertire come assolutamente indispensabile. Ogni capitolo inoltre contiene gli aneddoti delle battaglie intraprese con quelle Multinazionali ree di comportamenti scorretti, ed ogni episodio è documentato senza peli sulla lingua.

In chiusura il manuale propone un appendice contenente un capitolo sulle linee guida a cui una impresa responsabile dovrebbe attenersi secondo i principi di tre storiche associazioni etiche internazionali, un'altro capitolo che illustra la vicenda del braccio di ferro fra le piantagioni Keniote e la "Del Monte", per poi terminare con un utile bibliografia e l'elenco degli indirizzi a cui rivolgersi per approfondire i temi trattati.

Certamente la ricchezza di dati e la necessità di una spiegazione convincente si paga con una scrittura a volte pesante e non coinvolgente, ma d'altra parte deve essere chiaro che si sta leggendo un manuale/saggio, e non un romanzo d'avventura. Credo quindi che lo scopo dell'autore, cioè fornire uno strumento conoscitivo e al contempo uno stimolo per coloro che vogliono impegnarsi per un mondo migliore, sia stato raggiunto.

"Alla fine scopriamo che non sono gli esperti ma le persone semplici a darci speranza per il futuro perché i primi sono condizionati dai concetti capitalistici assorbiti all'università, mentre le seconde, che non hanno mai aperto un libro di economia, possono ragionare in maniera libera e creativa".