Francesca Marzia Esposito

Francesca Marzia Esposito Materiali resistenti


HarperCollins, 2025, 224 pagine, 9,99 euro Narrativa Italiana | Romanzo

23/02/2025 di Arianna Marsico

Le conseguenze del disamore. Parafrasando il film di Paolo Sorrentino, questa è l’essenza di Materiali resistenti, il nuovo libro, edito da HarperCollins, di Francesca Marzia Esposito, già autrice di Ultracorpi e Corpi di ballo.

Quintana, la protagonista, lascia Mauro, consapevole che ormai il loro rapporto è al capolinea. Ma, nonostante questa consapevolezza, la mancanza la fa sprofondare in uno stato depressivo, dal quale cerca di distoglierla la coinquilina e vicina Leona, fotografa, ossessionata dal misterioso writer Buz. Convinta, ma non troppo, da Leona ad andare al servizio di supporto psicologico offerto dal consultorio, Quintana lì incontrerà il Dottor S. e Cora, la ragazza sfinge.

La storia principale, ossia la dipendenza della nostra eroina dal ricordo di Mauro e dai post da lui scritti sulla nuova fiamma, si interseca con le sottotrame dei murales di Buz, le voragini emotive di Cora e degli attivisti al contrario, ossia i Pro-Cement, per i quali solo il cemento salverà Milano. Questo intreccio risulta però un po’ debole e non sufficientemente motivato a livello narrativo, quasi un rumore di fondo nel contesto in cui Quintana si muove. Il punto forte di Materiali resistenti è l’essere un’autopsia spietata dei punti deboli di una storia, delle motivazioni insane che a volte portano a restare insieme e del meccanismo, altrettanto insano, di compensazione e gratificazione innescato da un certo uso dei social. Cosa porta Quintana, a cui sembra che delle qualità non manchino, a rimanere attaccata in modo morboso al ricordo di un uomo che ha lasciato lei e che sembra scivolare nel parassitismo?

“Nessuno sa, nessuno immagina che mi manchi ancora…” canterebbero i Virginiana Miller, e Materiali resistenti ha il pregio di avvicinarsi alla risposta senza svelarla.