Fabio Volo

Fabio Volo E’ una vita che ti aspetto


Mondadori, 2003, € 12,00

di Andrea Balestri
Ebbene, Fabio Volo è riuscito non solo a rinnovare le positività del precedente e primo lavoro (Esco a fare due passi, già recensito su Mescalina), ma ha saputo migliorarsi. Questo libro infatti appare in un certo senso più maturo del precedente, e Volo, non essendo scrittore di mestiere, riesce, anche in questo caso a stimolare il lettore, producendo una certa empatia.

Ancora una volta il protagonista del libro è un normale trentenne di oggi in cerca di una felicità che solo a prima vista sembra raggiungibile facilmente. Nuovamente si avverte un qualcosa di autobiografico, sia nella acuta ironia, sia nella leggera malinconia che attraversa le pagine, malinconia che l’autore ha fatto intendere conseguenza di una propria presa di coscienza in seguito al profondo dolore per la perdita di un grande amico.

Venendo al contenuto di “E’ una vita che ti aspetto”. il protagonista si chiama Francesco, ed in prima persona ci parla della propria vita, che fino ad un certo punto si è mossa in maniera praticamente autonoma dalla sua stessa volontà. Arriva però un momento in cui, in qualche modo, Francesco cercherà di riappropriarsene, e questo percorso richiederà forti dosi di un certo anticonformismo. La ricerca della propria strada passerà dalla volontà raggiungere una forma di serenità con sé stesso, con i suoi genitori e con chi chiunque gli stia accanto.

L’abbandono del vizio del fumo coinciderà col tentativo di abbandonare ogni tipo di dipendenza, fisica e non, e la ricerca di una donna da amare, ma veramente, dopo tante storie vissute con troppa leggerezza, completerà il percorso di Francesco verso una vita più armoniosa.

Nella sua semplicità il protagonista si interroga sui tanti perché di una persona adulta, e lo fa senza complicati voli pindarici, ma con una naturalezza che credo ogni tipo lettore potrà apprezzare.

In pratica non c’è una vera e propria trama, ma lo spaccato della vita di un giovane che, coi suoi ragionamenti, ci può stimolare a riflettere sulle motivazioni dei nostri comportamenti. Il finale, anche se non è propriamente una conclusione, ci lascia comunque una dose di sano ottimismo che, a volte, non guasta.

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recensione di Andrea Balestri