Fabio Barbero GIORGIO GABER, SANDRO LUPORINI E LA FINE DEL SECONDO MILLENNIO. GLI ULTIMI SPETTACOLI (1991-2003)
Arcana Editore, 472 pagine, 25 euro Saggi | Biografie | Musica
08/01/2026 di Laura Bianchi
Descrivere la parabola artistica ed esistenziale di un genio assoluto come Giorgio Gaber è impresa quasi impossibile; il rischio di banalizzazioni, semplificazioni, omissioni ed errori ideologici è dietro l'angolo, anche perché la cultura pop ha tentato più volte di fagocitare l'opera di un intellettuale tra i più complessi del Novecento, rendendolo innocuo, se non strumentalizzandone le posizioni. C'è bisogno di una ricerca minuziosa, dai tempi lenti, quasi medievali, di lettura, trascrizione, traduzione di testi e musica, di spettacoli e interventi, in una disamina attenta e dal polso fermo delle molteplici sfaccettature di un artista formidabile, anche nel senso etimologico latino: perché Gaber può fare paura, destabilizzare, instillare più dubbi che certezze, anche e soprattutto oggi, in un mondo in cui prevalgono la velocità, l'assenza di senso critico e la superficialità.
Per questo occorre recuperare l'intero corpus di Fabio Barbero, una trilogia dedicata a Gaber (e al suo imprescindibile complice, Sandro Luporini), che parte dal volume del 2022 Giorgio Gaber, Sandro Luporini e la generazione del 68, continua nel 2023 con Giorgio Gaber, Sandro Luporini e gli anni Ottanta e si conclude con questo Giorgio Gaber, Sandro Luporini e la fine del secondo millennio. Gli ultimi spettacoli (1991-2003), sempre edito da Arcana, che ha il merito di pubblicare il cospicuo frutto di una tesi di dottorato alla Sorbona e condividerla con chiunque sia interessato all'argomento, e voglia affrontarlo in modo completo ed esaustivo, oltre che equilibrato.
Barbero analizza così il glorioso periodo del Teatro Canzone (1991-1994), continuando con E pensare che c’era il pensiero (1994-1997) e Un’idiozia conquistata a fatica (1997-2000), per concludere il percorso con La mia generazione ha perso (2001) e il postumo Io non mi sento italiano (2003), mettendo in luce il "lucido pessimismo che si presenta sotto la forma di un malessere personale davanti a un male sempre più cosmico". Particolarmente interessante e apprezzato è l'approccio non solo saggistico, ma esplicativo, che l'autore dà alla sua ricerca, perché aiuta il lettore a entrare nel profondo delle tematiche ricorrenti nell'opera dei due intellettuali, come quando, trattando della transizione (1991 - 1994), discernono i temi "sociali" da quelli "personali", o quando, negli anni 1999 -2000, il ricercatore definisce "La conoscenza e l'appartenenza, due parole centrali del vocabolario luporgaberiano dalle quali non si sono mai spostati di un centimetro." E non mancano neppure riflessioni sul Gaber attore, distante dal Gaber uomo "timoroso", come diceva Luporini", perché ci fanno capire che la sua maschera rifletteva l'indignazione e le contraddizioni di tutti, e il loro teatro, tra "tragico" e "malinconico", ha aiutato tutti a trovare compassione, empatia, in un "arco emotivo" fatto di "disincanto e di speranza". Canzoni (e non si dimentichi che Gaber era anche un eccezionale cantante e interprete), analizzate con cura; spettacoli presentati con attenzione al contesto; testimonianze pulsanti di affetto e di vita; immagini che fermano l'inesauribile e fenomenale presenza scenica del Signor G: questo saggio va letto come un romanzo, come la storia della seconda metà del Novecento, dal punto di vista di due anime sensibili.
Fabio Barbero (1965), dopo un’esperienza di vita monastica durata più di vent’anni, insegna oggi italiano in Francia nelle scuole superiori. Ha conseguito nel 2021 all’Università della Sorbona un dottorato in “Ltteratura italiana contemporanea sull’opera teatrale di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Nel 2022, per Arcana Edizioni, ha pubblicato un primo volume: Giorgio Gaber, Sandro Luporini e la generazione del 68, dedicato agli spettacoli degli anni Settanta. Un secondo volume: Giorgio Gaber, Sandro Luporini e gli anni Ottanta è uscito nel 2023 sempre per i tipi di Arcana.