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Ezio Guaitamacchi, Leonardo Follieri, Giulio Crotti

Rock & Arte

Ezio Guaitamacchi, Leonardo Follieri, Giulio Crotti


Hoepli, 2018

di Aldo Pedron
Il rock è un arte suprema così come intorno al rock circolano e si muovono varie forme d’arte. Ecco allora un primo libro che approfondisce in modo singolare e accattivante tutti i rapporti, le varie sfaccettature e alcuni derivati che si muovono di pari passo tra arte e musica rock.

Il volume è diviso in otto sezioni: i poster (altre visioni psichedeliche), artisti e designer, fotografia (dall’altra parte dell’obiettivo), oggettistica, cinema (Hollywood calling) e moda. Infine un’altra appendice in cui si narra delle rockstar che si sono accostate e cimentate con altre forme espressive. Ogni sezione è raccontata in modo brillante attraverso storie che si intrecciano e numerosi aneddoti, illustrata con moltissime immagini (a colori) e arricchite da box, citazioni e curiosità.

Da Andy Warhol ad Allen Ginsberg, dall’arte immaginifica dei Pink Floyd e gli autori delle loro copertine di album, alla magnifica grafica di San Francisco (The Big Five con Rick Griffin, Stanley Mouse, Alton Kelley, Victor Moscoso, Wes Wilson), i fotografi rock da Linda Mc Cartney a Henry Diltz, il rock sullo schermo e i documentari musicali (da Monterey a Woodstock, da Buena Vista Social Club a The Wall). Frasi, racconti, dichiarazioni importanti di Bill Graham, Chet Helms (i poster dei miei concerti dovevano essere qualcosa di speciale, da conservare e collezionare), Wim Wenders, Martin Scorsese, Spike Lee, Jim Jarmusch, Lindsay Kemp, Pete Townshend, Buddy Holly, Little Richard (Se Elvis è il re del rock, io ne sono la regina), Mickey Hart dei Grateful Dead, Pete Seeger, Robbie Robertson, Alice Cooper, Marc Bolan, Country Joe Mc Donald, Keith Richards, Yoko Ono, Ringo Starr, David Bowie, Ron Wood, Joni Mitchell (un quadro non è come una canzone: una volta dipinto nessuno ti chiede più di rifarlo), Grace Slick (ho la fortuna di aver fatto nella vita ciò che più mi piaceva: prima la musica, oggi la pittura), Eugenio Finardi, Patrizio Fariselli degli Area, Jimi Hendrix, Peter Fonda (ho scritto la storia di Easy Rider e scelto personalmente i costumi e lo stile delle nostre moto), Miles Davis (dipingere è come una terapia: mi tiene la mente occupata quando non sto suonando), John Cougar Mellencamp, Kurt Cobain, Lou Reed, Graham Nash, Donatella Versace (Prince era un artista eclettico sia nella musica che nell’immagine. Mi manca molto), i nudi di copertine di dischi (Blind Faith e Nirvana) e molti altri.

Rock e motori, gioie e dolori (John Lennon e la sua Rolls Royce, Bruce Springsteen e la sua Chevrolet Corvette, la Cadillac d’oro di Elvis Presley, Janis Joplin e la sua Porsche, la mini mod di Paul Weller), ecc. ecc. Si, ci sono proprio tutti nel libro, dai Beatles ai Ramones, Bob Dylan e Jim Morrison, Bo Diddley e la sua Cigar Box Guitar, Johnny Cash, le copertine di dischi dei Genesis, degli Yes e delle Orme e i loro autori, Tommy e gli Who, i juke-box e le moto, le chitarre delle star. Quando il rock incontra l’arte…

Bellissimo da sfogliare, agile da consultare, utile da leggere.