Eraldo Affinati

Eraldo Affinati Berlin


Rizzoli, 2009 Romanzo | Saggi

di Àlen Loreti
UNO STRAORDINARIO PASSAPORTO LETTERARIO PER SCOPRIRE L’ANIMA DELLA CAPITALE TEDESCA

I libri che amiamo ci restano dentro. Anzi, di più. Vorremmo portarceli appresso, ovunque andiamo. Con Berlin Eraldo Affinati è riuscito in questa magia: comincerete col sottolineare parole e frasi qua e là, finirete per fare più volte la punta alla matita. Ricco, ricchissimo di storie, biografie, aneddoti e dettagli – quasi maniacali – sulla rinata capitale tedesca. Un tributo assoluto verso una città metamorfica, organica, pazzesca che nella stratificazione delle proprie macerie mostra tutti i caratteri che nel bene e nel male l’hanno resa potente, famosa, immortale.
Un libro quasi inclassificabile perché non è una guida né un pastiche di impressioni visive: chi già conosce Berlino se ne servirà come fosse un Moleskine già scritto, chi invece non vi è mai stato lo adopererà come un ramoscello per rabdomanti, alla ricerca di uno spiritus loci segnato da un “secolo breve” che ha visto come protagonisti il meglio della Bildung europea.
Leggendolo ci si sente un pochino ignoranti e non tanto per il citazionismo – prudente e misurato – piuttosto per la quantità di collegamenti, davvero ipertestuali, che esistono tra le biografie dei personaggi e le strade, i musei e le opere che non potremo non leggere o visitare pur di sfamare la nostra curiosità. La bibliografia che chiude il libro è in questo senso un vero regalo per i lettori (fate spazio sul comodino!). Un premio che ci fa ammettere senza retorica: “Sì, siamo tutti berlinesi”.
Se la più grande dote di uno scrittore è l’invisibilità, allora la scrittura di Affinati è di una trasparenza stupefacente. Non esibisce mai la sua raffinatezza eppure è impossibile non godere della sicurezza e della sapienza stilistica che mette nella costruzione di questo testo. Del resto solo a un tale autore poteva essere affidata la curatela dell'edizione completa delle opere di Mario Rigoni Stern Storie dall'Altipiano (I Meridiani, Mondadori, 2003).
Dunque, ricapitolando: mettete Berlin nello zaino, prendete una matita (magari con mina B2), una bella gomma (di quelle morbide) e decollate subito per Berlino. Al ritorno avrete così tante cose da raccontare agli amici che la soluzione più rapida sarà: “Toh, leggi ‘sto libro fantastico e sali sul primo volo.” Farete proseliti.