Deborah Davis Andy Warhol, 1963. Destinazione: Los Angeles
Accento Edizioni, 2025, Traduzione di Sara Reggiani, 288 pagine, 18 euro Letteratura Straniera | Biografie | Arte
22/03/2025 di Laura Bianchi
Andy Warhol è l'artista per cui l'aggettivo iconico non è sprecato: celeberrimo illustratore, talent scout, anima delle notti degli Swinging Sixties, è forse la figura più discussa, controversa, ma anche ammirata di quel periodo. E innumerevoli sono le leggende fiorite intorno alla sua turbolenta e scintillante esistenza, molte delle quali resteranno per sempre leggende, ma altre attendono di essere evocate e chiarite, con schiettezza e precisione.
Ci pensa Deborah Davis in questo appassionante memoir, Andy Warhol, 1963. Destinazione: Los Angeles, a farci salire, con lei e con lui, a bordo di una Ford Falcon nera, in un viaggio avvenuto davvero, nel 1963, da New York a Los Angeles: nostri compagni saranno, oltre a Warhol, anche Gerard Malanga, Taylor Mead, Wynn Chamberlain, ma anche Dennis Hopper, Marcel Duchamp, Naomi Levine, Peter Fonda, Allen Ginsberg.
Il libro ha il pregio di entrare nel profondo della creatività dell'artista, nato Warhola, dall'infanzia segnata da una lunga malattia, che lo spinge a interessarsi a fumetti e cinema - la prediletta: Shirley Temple -, fino agli studi di arte, perfezionati grazie allo studio acutissimo della personalità delle clienti che affollavano il banco del fratello Paul, e che lui dipingeva con lo stile iperrealista che sarebbe divenuto la cifra distintiva, "esattamente sbagliato", come lo definiva.
Così, Davis racconta il viaggio con una ricchezza di particolari non solo biografici, ma che coinvolgono tutti i sensi, dalle immagini - gli outfit creativi, o la celebre parrucca totally white - alla musica, Be My Baby delle Ronettes, o Surfer Girl dei Beach Boys, dal calore del Llano Estacado del New Mexico alla frescura della piscina nel Palm Springs Sands Hotel, fino al gusto potente del celebre cocktail Mai Tai. E anche noi seguiamo le tappe dell'esistenza del figlio di immigrati tra la Polonia e la Slovacchia, che finì per diventare il re della Pop Art. Libro non solo per appassionati del genere, ma anche per chi voglia capire meglio lo spirito di un'era sempre imitata, ma mai eguagliata.
Deborah Davis è scrittrice e produttrice cinematografica. Ha lavorato come story editor per il grande schermo e pubblicato svariati libri tra saggi e romanzi. Truman Capote e il party del secolo è il suo primo titolo tradotto in italiano.