Davide Grassi From Genesis to Transformation
Segni e Parole, 2026, prefazione di Marco Zatterin, 172 pagine, 16 euro. Biografie | Musica
26/10/2026 di Silvano Terranova
In tempi come quelli che stiamo vivendo, nei quali - a dispetto delle masse oceaniche che partecipano agli eventi live - la musica viene sempre più considerata alla stregua di un prodotto usa-e-getta e l'alta fedeltà, malgrado l'incredibile ritorno del vinile tra i giovani, continua a essere vista come un'incomprensibile mania di pochi boomer che non vogliono piegarsi alla logica dell'ascolto attraverso i gracchianti altoparlanti degli smartphone, può sembrare strano pensare all'epoca in cui chi ha una certa età (e io sono, ahimè, tra quelli) passava i pomeriggi ad ascoltare dischi come quelli dei Genesis, in religioso silenzio e con i testi davanti agli occhi, quando la durata di un singolo pezzo poteva tranquillamente coincidere con quella di un'intera facciata del vinile.
Ben vengano, quindi, libri come From Genesis to Transformation di Davide Grassi, giornalista e già cofondatore di "Paperlate", fanzine dedicata ai Genesis e al mondo progressive in genere, il cui obiettivo non è vivisezionare ogni singolo aspetto della storia e della discografia del gruppo inglese, bensì, come dichiarato, tra l'altro, nella quarta di copertina, di offrire una sorta di Bignami che abbraccia anche le carriere soliste dei membri della band.
Sebbene il volume non aggiunga particolari sconosciuti agli appassionati dei Genesis - ma è evidente che il libro non si rivolga a loro - i resoconti dettagliati sulla nascita del gruppo, sulle prime deludenti prove discografiche (649 copie vendute del disco d'esordio, From Genesis to Revelation, tutte acquistate da conoscenti) e live (concerti con più gente sul palco che tra il pubblico) sono comunque gustosi.
Analizzata la storia e la discografia dei Genesis dell'era Peter Gabriel e raccontato l'addio di quest'ultimo e il subentro del batterista Phil Collins nel ruolo di cantante, il volume affronta - sempre senza la pretesa di essere un'enciclopedia - la seconda parte della carriera del gruppo: quella in cui il pop, sostituendosi progressivamente ma inesorabilmente al prog degli esordi, trasforma il gruppo, anche grazie alla straordinaria carriera solista di Collins, in una poderosa macchina commerciale.
Una parte consistente del volume, quasi la metà, è dedicata ad approfondimenti che spaziano dall'analisi dei testi alle biografie, alle discografie solistiche e alle strumentazioni dei membri del gruppo, passando per i musicisti esterni che hanno collaborato durante i tour e per l'evoluzione tecnologica che ha accompagnato le trasformazioni artistiche della band. Non mancano una panoramica della discografia, con un rapido accenno ai bootleg più importanti, e un approfondimento sul contesto prog nel quale i Genesis hanno operato durante la prima fase della loro carriera.
La vera chicca del volume è rappresentata da un’inedita intervista a Steve Hackett nella quale il chitarrista racconta – tra le altre cose - gli esordi, i concerti italiani, le dinamiche che regolavano i rapporti all’interno del gruppo e la propria carriera solista.
Sarebbe auspicabile, in una futura revisione, correggere alcune imprecisioni, come il titolo All The Cage al posto del corretto In the Cage e integrare la discografia live con BBC Broadcasts ma, al netto di queste piccole lacune, From Genesis to Transformation si propone come una guida agile e ricca di spunti, capace di ripercorrere le diverse stagioni di una band che ha attraversato trasformazioni profonde senza smettere di lasciare il segno nella storia del rock. E, per chi quei dischi li ha ascoltati in religioso silenzio, una buona occasione per tornare a sfogliarne la storia.
Davide Grassi, giornalista, ha pubblicato diversi libri dedicati soprattutto alla letteratura sportiva. In ambito musicale, oltre a suonare il basso elettrico nel gruppo The Yatrum, ha collaborato alla stessura di alcune antologie, ha scritto per il Corriere della Sera e ha condotto la trasmissione radiofonica "Going Rock" su Antenna 6 Milano. È stato tra i fondatori di "Paperlate", fanzine dedicata ai Genesis, che ha poi ampliato il suo raggio d'azione a tutto il rock progressivo.