Davide Desario

Davide Desario Storie bastarde


2010, Avignano editore Narrativa | Racconti

di Federica Soriani
Generalmente non prediligo leggere raccolte di racconti, forse perché troppo dispersivi per catturare il mio interesse e troppo brevi per mantenerlo vivo. Il mio approccio alle “Storie Bastarde” è stato necessariamente diverso. Sono racconti raggruppati e scanditi secondo argomenti e stati d’animo differenti, in una sorta di percorso temporale e psicologico del protagonista/narratore. Ogni episodio narrato, sebbene abbia un suo inizio ed una sua fine e sia magistralmente concluso in sé, trova la sua forza solo nel gruppo, quasi a creare un’unica narrazione. La difficoltà e al tempo stesso il privilegio di commentare queste “Storie”, deriva in parte dall’aver vissuto in quegli anni, conosciuto i nomi di alcuni protagonisti e attraversato quelle strade. Eppure, l’immedesimazione e lo stato di familiarità potrebbero essere di tutti.Chi racconta ha la capacità di proiettare il lettore dentro ciascuna scena, di fargli (ri) vivere quei momenti con un linguaggio non elaborato, schietto, privo di fronzoli e di qualsiasi tentativo di ammorbidire i momenti più amari e più tragici. Senza la pretesa di divenire un “Romanzo criminale”, le Storie sono un po’ quelle della nostra generazione, con tutte le sue paure, i suoi sogni, le sue speranze ancora intatte. Sono le storie di un gruppo di ragazzi della periferia di Roma, ma potrebbe essere di un’altra qualunque città italiana, negli anni ‘70/’80. Ai sorrisi si alternano momenti di forte commozione nel ricordare episodi dimenticati ma mai completamente rimossi, attraverso una lettura scorrevole, leggera e densa, scanzonata e profonda, dolce e amara, impreziosita da puntuali riferimenti musicali, come colonna sonora per ogni racconto. Il loro essere “bastarde”, nell’accezione più positiva ed estesa del termine, crea un valore aggiunto, per tutto quel mondo ricco di vita e di umanità che tanto ci affascina e seduce.