Dario Giardi E SE FOSSE LA MUSICA A SALVARCI? La memoria dei suoni e la sfida climatica
Mimesis, Collana Eterotopie, 2025, 158 pagine, 12 euro Saggi | Musica | Società
20/08/2026 di Laura Bianchi
Wellness, mindfulness, memoryscape, green economy, self care, detox, eco friendly: è curioso che l'universo linguistico anglosassone abbia avuto il sopravvento in due campi semantici che sembrerebbero opposti, come quello della tecnologia e quello del benessere di corpo e anima. Come se il primo mondo, conscio dei danni che sta procurando al secondo, si preoccupasse di trovare i mezzi per recuperare equilibrio e armonia. Come se da questo dipendesse la grande scommessa tra natura e cultura, che i nostri tempi stanno affrontando, almeno nelle intenzioni delle menti più illuminate. Il ricercatore Dario Giardi compie un ulteriore passo avanti, nella direzione dell'accordo tra i due livelli, con questo suo E se fosse la musica a salvarci? La memoria dei suoni e la sfida climatica, un agile e chiarissimo saggio, che combina piacevolmente divulgazione ed esattezza, per illustrare gli stretti legami tra musica, memoria e benessere. Con uno stile snello e preciso, l'autore ci conduce in un percorso illuminante, che sottolinea quanto la musica possa modellare la percezione nei confronti dell'ambiente, rafforzando la mobilitazione sociale e la presa di coscienza dei suoi problemi. Stiamo perdendo la capacità di ascoltare i suoni naturali e riconnetterli a una memoria antica, ingenua e importante per ricostruire l'identità di un luogo; anche la musica, che in passato era considerata un'estensione di suoni naturali, che coadiuvava gli uomini durante l'effettuazione dei riti, e che in tempi recenti è riuscita a sottolineare quel legame tra natura e cultura, rischia però di perdere questa caratteristica, divenendo sempre più spersonalizzante e meccanica, quella che l'autore chiama "muzak", e aumentando il livello di stress, perché fa sparire la naturalezza dell'ascolto, tesa com'è all'intrattenimento superficiale.
Invece il paesaggio sonoro, come viene prospettato da Giardi, include suoni sia naturali, sia artificiali, aiutando l'uomo a recuperare un equilibrio sonoro, attraverso isole di silenzio, riduzione di rumori urbani, fino alla sound art, con cui il suono è trasformato in esperienza immersiva. "Con Brian Eno, che ha coniato il termine ambient music, la musica si è trasformata in un paesaggio sonoro che non solo imitava la natura, ma cercava di evocare sensazioni naturali nell’ascoltatore." Da Strauss a Vangelis, i musicisti più ispirati hanno cercato le connessioni tra musica e natura, tra suono e ambiente, e anche molti altri cercano di sensibilizzare gli ascoltatori, nei modi più diversi, dalla musica ambientale alla canzone a tema ecologista, fino al "sound healing", che si serve di vibrazioni non solo per riequilibrare le energie interne dell'uomo, ma anche per stimolare la produzione di coltivazioni naturali, come "Il progetto Sonic Bloom, per citarne un esempio, utilizza frequenze sonore specifiche per aumentare la resa delle colture agricole, dimostrando come il suono possa influenzare positivamente il mondo vegetale."
La conclusione è chiara: "L’ecologia acustica ci offre una chiave di lettura alternativa: ci invita a riconoscere che ogni suono è un messaggio, un indicatore dello stato di salute del nostro pianeta e del nostro equilibrio interiore." Una sfida importante. Intanto, leggiamo il libro guidati dai suoni dell'alias di Giardi, Giadar, con questa playlist su Spotify...per un ascolto corroborante e consapevole, e per esempi concreti dell'efficacia della memoryscape.
Dario Giardi è un ricercatore nel campo dell’energia e dell’ambiente. Dopo essersi laureato con lode in diritto internazionale, ha conseguito un master in management ambientale e un dottorato in geopolitica dell’energia. Si occupa da oltre vent’anni di sostenibilità ed economia circolare, avendo maturato esperienza presso istituzioni, enti di ricerca e associazioni imprenditoriali. Collabora con “Il Sole 24 Ore” come esperto sui temi legati alla tutela ambientale. Ha inoltre conseguito il diploma in teoria e armonia musicale al Berklee College of Music di Boston, con specializzazione in musicologia e “music for wellness”. Con l’alias Giadar, compone musica ambient ed elettronica per etichette internazionali.