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Dario Boemia

La legge dell`Equilibrio

Dario Boemia


Bookabook, 2019

di Corrado Ori Tanzi
Guido e Anna sono nati il 29 settembre 3890. Il bambino sarà un abitante del pianeta Hubble, mentre lei aumenterà l’anagrafe di Brahe. Hubble e Brahe appartengono alla Confederazione, la Grande Madre del Creato su cui posa piede l’essere umano. La Confederazione è retta dalla Legge dell’Equilibrio, il totem a cui ogni abitante deve rispetto, ubbidienza e fedeltà perché solo con quella Carta (di cui nei secoli e millenni passati gli stati nazionali tentarono un succedaneo con una cosa chiamata Costituzione) all’umanità possono essere garantiti benessere, sicurezza, pace sociale, e proiezione nel futuro.

La Legge dell’Equilibrio prevede la possibilità per ogni maggiorenne di lasciare il proprio pianeta per un giorno ogni cinque anni e proibisce ogni comunicazione tra abitanti di pianeti diversi, divieto accettato come naturale dall’uomo nuovo del quasi quinto millennio terrestre. A che pro conoscere altri mondi quando abbiamo il nostro così perfetto?

Guido e Anna quindi vengono separati, ma nel loro destino si è intrufolata una briciola che lenta e paziente ha incominciato il suo corso. Il fatto è che un’ostetrica disattenta ha fatto urtare le teste dei due neonati e visto che non è mai esistita azione, per quanto piccola e insignificante che fosse, senza effetto, è scritto che i due si incontreranno di nuovo. Per il momento s’impegnano a far crescere la loro vita dentro un’esistenza preordinata dalla Confederazione che pensa a tutto, ma proprio a tutto per i suoi abitanti dal lavoro alle vacanze, dall’istruzione alla sanità, dalla location per le vacanze a qualunque cosa o situazione pensabile dall’essere umano.

E se qualcuno è stuzzicato dal desiderio di viaggiare? E se qualcuno si innamora di chi non fa parte del proprio pianeta? E se qualcuno è punto dalla necessità di scrivere storie capaci di allargare la mente di chi le legge insinuando il demone del dubbio o è così testardo da voler conoscere la Storia così come si è formata nella realtà materica delle cose e non come viene fuori dai megafoni ufficiali del Potere?

In altre parole, se viene alla luce uno come Guido Guasto, che fare? Il problema diventa sempre più evidente anno dopo anno perché le capacità intellettive del ragazzo sono merce rarissima anche in ogni ateneo, azienda e angolo di Hubble.

La legge dell’Equilibrio, opera d’esordio di Dario Boemia, ci regala una storia coinvolgente e ottimamente scritta, capace di portare alla luce un credibile senso sottotraccia extraletterario grazie a un risultato narrativo maturo, figlio dell’intelligenza dell’autore e di corpose letture in tema di limitazione della libertà personale e controllo sociale. Milanese, classe 1991, insegnante e dottorando di ricerca allo Iulm, Boemia è impegnato nello studio della distopia e il romanzo è un’evidente prova di quanto affronti e plasmi la materia come il pasticcere la crema.

Più vicino a certe pagine umanistiche di Bradbury (anche come empatia di scrittura) che agli slanci razionalisti di Asimov o alle provocazioni surrealiste di Ballard, il libro convince tanto per il profilo degli attori messi in scena quanto per il modo in cui viene architettato letterariamente l’impatto violento tra la bolla d’aria riempita di fideismo tecnologico e assolutismo al potere, da una parte, e l’esigenza di nuovo ossigeno a cui soltanto le giovani anime “guaste” possono tendere, dall’altra. Perché la sete di conoscenza e la spinta di una nuova vita nova sono dee immateriali che non si accontentano dell’acqua piovana di cui il Palazzo autorizza la venuta.


 

Dario Boemia, La legge dell’Equilibrio, Bookabook, 241 pagg., 16 euro

 

Corrado Ori Tanzi

https://8thofmay.wordpress.com