Daniel Lavelle

Daniel Lavelle Vivono tra noi - Dischi volanti, cacciatori di alieni e teorie del complotto


Iperborea, 2026, traduzione di Luca Fusari, 304 pagine, 20 euro Saggi | Scienze | Società

30/10/2026 di Roberto Codini

Siamo soli nell’universo? Se lo chiedono persone comuni e giornalisti, scienziati e complottisti, perfino governi. Tra avvistamenti, interviste e storie incredibili, Vivono tra noi - Dischi volanti, cacciatori di alieni e teorie del complotto, l’avvincente libro di Daniel Lavelle, esplora il mondo dell’ufologia, fatto di scienza e fede, tanto imprevedibile quanto politicizzato. “All’inizio di questa avventura mi sentivo con i piedi ben piantati per terra…mi sembrava di essere stato trascinato sempre più al largo da una corrente di fede e di complottiamo. Era ora di navigare verso la terraferma”.: l’autore descrive così il suo approccio all’ufologia. Non si tratta di complottismo, e Woody Allen, in una celebre scena di “Harry a pezzi”, alla domanda “come definiresti uno che è convinto che tutti ce l’abbiano con lui?” Rispondeva:“Beh, un intuitivo!” E se gli alieni non ci invadessero solo perché ci ignorano, perché non siamo così interessanti? E se invece gli alieni ci avessero già invaso, se fossero tra noi?

Queste sono solo alcune delle domande che molti si pongono, ogniqualvolta ci si avvicini ai misteri dell’universo. Il bel saggio di Lavelle prova a rispondere non con la fantasia, ma con un elenco di eventi recentemente accaduti.

Strane luci colorate nel cielo di Phoenix; omini grigi che rapiscono due amici su una montagna in Arkansas; un portale interdimensionale nel deserto; un’astronave che manda stringhe di codice binario a chi la tocca. Tutte bufale, o c’è un fondo di verità? Nel 2017, un’inchiesta del New York Times rivelò che i cieli d’America erano percorsi da velivoli che sfidavano le leggi della fisica. Lo sottoscrivevano esperti militari e concordavano anche rispettabili scienziati: alcuni fenomeni sono semplicemente inspiegabili. Incuriosito dall’autorevolezza delle fonti, ma animato da un sano scetticismo, Lavelle si mette a indagare: si iscrive così a un corso per cacciatori di UFO in Arizona. Non soddisfatto, si rivolge a ex funzionari governativi e del Pentagono, ma anche a scienziati controversi come Avi Loeb, che avrebbe identificato una sonda aliena. Arriva perfino a intervistare lo «sciamano di QAnon», capitano dell’assalto al Campidoglio del 2021, nonché «Starseed»: persone convinte di essere creature extraterrestri dalla coscienza scissa su più pianeti. Ogni domanda è lecita. Ogni risposta possibile.

Se probabilmente esistono altre forme di vita nell’universo, alcune potrebbero già risiedere sul nostro pianeta. Qualche anno fa, mentre tornavo da Milano presi un taxi alla stazione Termini e il tassista, molto simpatico, mi fece una domanda: “dottò, lei ci crede agli alieni? Secondo lei esistono?” E io risposi senza alcuna esitazione. “Non solo sono convinto che esistano ma alcuni di loro prendono il taxi…” Il tassista si mise a ridere, non senza nascondere una certa preoccupazione.

Gli alieni probabilmente sono tra noi, e una prova sono le assemblee di condominio: Lavelle dovrebbe inserirle nel prossimo libro. Chi leggerà questo saggio probabilmente si riconoscerà in qualcuno, però rimarrà con i piedi per terra.

Daniel Lavelle è un giornalista britannico, vincitore dell’Orwell Prize e del Royal Society of Literature Award per la non fiction. Scrive per il Guardian, per cui si è occupato spesso dell’esperienza dei senza fissa dimora. Vivono tra noi è il suo secondo libro.