Cristina Cano La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto. Nuova edizione
Gremese Editore, 2024, nuova edizione, Biblioteca delle Arti, 340 pagine, 30 euro Saggi | Musica | Cinema
26/06/2025 di Laura Bianchi
Agli albori dell'arte cinematografica, quando le pellicole non avevano il sonoro, comunque si sentì la necessità di corredare le immagini con la musica, perché fin da allora evidentemente si pensava che il solo scorrere delle immagini, per quanto efficaci e intense potessero essere, toglieva qualcosa alla resa complessiva. Così, Entr'acte o Metropolis sono film muti, ma venivano sempre accompagnati da musica dal vivo durante le proiezioni, e più tardi vennero aggiunti commenti sia orchestrali sia elettroacustici, ed esistono anche versioni più recenti che aggiungono effetti sonori e suoni ambientali.
È quindi importante conoscere il complesso rapporto che intercorre tra musica e cinema, e la riproposizione di un saggio capitale del 2003 della semiologa Cristina Cano, La musica nel cinema - Musica, immagine, racconto, è l'occasione perfetta per indagarlo a fondo, guidati da una conoscitrice della materia, che sa fondere competenze tecniche e conoscenze storiche con uno spiccato senso divulgativo.
Fondamentale per lo studente della disciplina, ma utile anche per l'appassionato cinefilo, il volume, ponderoso e meticolosamente rivisto e aggiornato in questa nuova edizione, sempre edita da Gremese, sviscera il sincretismo tra musica e cinema con accuratezza e chiarezza, alternando passaggi densi di tecnicismi, sempre comunque comprensibili a tutti, ad altri in cui questi vengono articolati in macrocategorie, ciascuna opportunamente esemplificata. Capiamo così le varie funzioni della musica come segno portante di significati attraverso l'analisi di molte colonne sonore fondamentali per la storia del cinema, da Fantasia, il celeberrimo omaggio doppio di Walt Disney alla musica classica, a Lezioni di piano, in cui Nyman e il suo pianoforte quasi vengono prima delle immagini del film, nella memoria collettiva, passando per l'intero opus di Woody Allen, forse il massimo ricercatore nel campo della relazione tra suono e immagine.
Intrigante è pure una seconda lettura del libro, che, se ben attivata, ci permette di sondare anche la nostra psicologia, conoscendo in modo diverso e forse più completo le nostre emozioni, riconoscendole nei suoni che accompagnano i film: felicità, tristezza, paura, rabbia, amore, odio, disgusto sono tutte comprese, con differenti sfumature, nella musica, che enfatizza un sentimento rispetto a un altro, sfruttando una gamma incredibile di tonalità, dando quindi maggior spessore a quanto vediamo sullo schermo. Una sinestesia, ossia un'unione di più sensi, che dà un risultato non solo neurologico e fisiologico, come nel caso dei brividi che percepiamo ascoltando una musica particolarmente intensa, ma anche psicologico, perché attiva connessioni intime, si direbbe ormonali, che spingono lo spettatore a provare le emozioni evocate sullo schermo.
Tra gli aforismi sulla musica, tutti splendidi, che corredano il cospicuo lavoro, quella di Ezio Bosso sembra la più calzante, e un invito insieme a leggere il libro: "La musica è vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi". Facciamoci prendere da questa magia: andando però nelle sale cinematografiche, che, con i sistemi audio così efficaci, ci possono portare davvero in un'altra dimensione.
Cristina Cano è docente di Didattica della Musica. Ha insegnato Semiotica della Musica al corso di laurea in D.A.M.S. dell'Università di Bologna e, più recentemente, Musica applicata alle immagini presso il Conservatorio di Musica di Bologna. Autrice di numerosi saggi e articoli nel campo della didattica e della semiotica musicale, ha pubblicato per Gremese anche Musica e cinema nel dopoguerra americano (2015). Ha inoltre curato la supervisione musicale per le colonne sonore di film come Goodbye Mr. Zeus!, La finestra di Alice e La freccia del tempo, di Carlo Sarti.