Coupland Douglas

Coupland Douglas Generazione x


Mondadori, 1999, € 7,40

di Andrea Balestri
Merito indiscusso di quest’opera è il primo tentativo, abbastanza riuscito, di inquadrare la generazione dei ragazzi dei primi anni novanta. Per ragazzi si intende le persone sulla trentina che, se fino a qualche tempo prima sarebbero stati definiti uomini, ora acquistano uno status diverso. Si trovano in un limbo indefinito non più fatto di scelte di vita in qualche modo definitive, ma in un universo più mutevole, e meno deterministico. L’ambiente in cui vivono è rappresentato dai cosiddetti “non luoghi”, anonimi spazi artificiali che vedono in prima fila i tristi centri commerciali così spesso ricordati nel testo. Una generazione, quella descritta, in cerca di un’identità, in cerca di qualcosa in cui credere, di quell’appagamento che sembra molto più difficile da ottenere rispetto ai tempi passati.

I protagonisti sono tre amici, Andy, Dug e Claire, che si ritrovano in California in fuga dalla alienante normalità, a svolgere per scelta lavori mal pagati e ben al di sotto delle proprie capacità e cultura. Questi impieghi però li fanno sentire meno vincolati e più aperti a possibili cambiamenti di vita, ed in questo modo hanno anche più tempo per vivere davvero o quantomeno l’illusione che ciò accada. Ai tre amici piace in particolare raccontarsi bizzarre storie che inventano loro stessi, una sorta di fiabe per adulti attraverso le quali si cerca di dare significato alle mutevoli realtà da cui si sentono circondati, una realtà che in fondo fa paura e questa paura è rappresentata inequivocabilmente dall’ombra di una catastrofe atomica che incombe inesorabile nei pensieri dei tre.

Altro aspetto che si ritrova nel libro è il difficile rapporto comunicativo fra la generazione X e le generazioni precedenti, descritto chiaramente dalla relazione di Claire con la propria famiglia nonché dall’episodio del provvisorio ritorno di Andy dai genitori durante il periodo natalizio.

Occorre notare inoltre che seppur a tratti grottesche, le vite dei protagonisti sono percepite costantemente immerse in un ambiente soffocante, come se una spessa coltre fumosa impedisse di intravedere un orizzonte che si sa esistere ma non si riesce a scorgere.

Coupland in definitiva non ci propone una storia vera e propria ma tratteggia i tre personaggi (focalizzando in particolare su Andy) ed il mondo che sta loro attorno, con l’intenzione di rappresentare in questo modo tutta quella generazione di “giovani/non giovani” occidentali in cerca di se stessa.

Da notare, ancora, che il testo è spesso arricchito a margine da una sorta di dizionario delle inusuali parole e terminologie coniate della nuova generazione, e ci si imbatte inoltre in originali fumetti (tipo pop art) creati dal disegnatore canadese Paul Leroche.

Sebbene “Generazione X”, sia divenuto un cult ed abbia avuto la capacità di far divenire il suo titolo un vocabolo di uso comune, ha però il limite insito nella pretenziosità di qualunque classificazione o inquadramento, inoltre non sempre l’attenzione durante la lettura rimane al di sopra della soglia minima indispensabile per non annoiarsi.