Corinna Von Bassewitz

Corinna Von Bassewitz Il segreto di mio padre - Una spia tedesca nella Guerra Fredda


Biblioteka, 2025, traduzione di Elena Muceni, 248 pagine, 19 euro Narrativa Straniera | Romanzo | Storia

25/06/2025 di Roberto Codini

“Chi era dunque mio padre? La verità risale a molto tempo fa e ciò che racconto in queste pagine sono solo frammenti della vita di mio padre come agente segreto, che solo lui potrebbe confermare. Ecco perché mi sono presa alcune libertà nello scrivere questo libro: dall’interpretazione all’abbellimento. Ignorare la realtà, o nasconderla dietro una bella facciata, è un’abitudine di famiglia che di tanto in tanto riprendo. C’è un altro aspetto che bisogna tenere presente mentre si legge questo libro: i membri della famiglia e le altre figure che ronzano nella testa di un bambino o di un adolescente non coincidono necessariamente con le persone reali. Ciò che mi rimane di quel tempo sono ricordi che srotolo come una pellicola Super 8, fotogramma per fotogramma, leggermente sfocati e al rallentatore”.

La prefazione del romanzo Il segreto di mio padre - Una spia tedesca nella Guerra Fredda, scritta dall’autrice, Corinna von Bassewitz, spiega in sintesi molto bene il senso di questo libro. All’età di 16 anni Corinna, oggi giornalista, comincia a sospettare che suo padre non sia ciò che dice di essere, cioè un soldato dell’Esercito tedesco e, in seguito, un diplomatico. Lo sente rispondere al telefono con un nome diverso e la nonna lo sorprende a cambiare furtivamente le targhe dell’automobile. Ma solo dopo la morte del padre, avvenuta nel 1985, Corinna trova in soffitta vecchi biglietti da visita nei quali egli appare sotto falso nome come rappresentante di un grossista di spezie. Ci sono anche lettere e documenti che riguardano il Servizio federale di intelligence, responsabile della ricognizione

civile e militare della Germania ovest all’estero.

La donna contatta l’archivio dei servizi segreti e decide di raccontare la sua storia in questo bel romanzo, che è la storia vera di una spia della Germania negli anni della Guerra fredda, dei combattimenti tra protestanti e cattolici in Irlanda e della guerra in Vietnam. Il quotidiano berlinese Tagesspiegel ha scritto: “John le Carré avrebbe adorato questo libro”. Siamo d’accordo, e non solo: dal libro potrà nascere un bel film, magari diretto da Florian Henckel von Donnersmarck, il regista premio Oscar del bellissimo “Le vite degli altri”.