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Clara Usón

L`assassino timido

Clara Usón


Sellerio, 2019

di Corrado Ori Tanzi
Quando il suo cammino di comandante unico stava mostrando qualcosa di ben più profondo di una semplice zoppia di percorso, per dimostrare che anche il suo regime era aperto alle novità della modernità, Francisco Franco diede l’ordine di far slacciare i reggiseni alle attrici affinché si potesse dire che anche in Spagna il pubblico poteva gustarsi liberamente le tette al cinema. Gli anni Settanta erano appena incominciati e il caudillo e il suo tempo si stavano congedando.

Starlette dei film scollacciati era Sandra Mozarovski, autentica lolita del cinema erotico iberico, chiamato destape ossia spogliarello. Sandra visse oltre la morte di Franco (1975), ma solo per poco. Nel 1977, a soli 18 anni, seguì il generalisimo, non si sa se fino in fondo al viaggio. La versione ufficiale parlò di suicidio, attraverso un salto dal balcone di casa, la strada presto presentò un’altra versione: l’attrice fu uccisa dai servizi segreti a causa di una relazione segreta con il re Juan Carlos con tanto di frutto proibito nella pancia della ragazza. Non ci furono inchieste, le due versioni continuarono a camminare di pari passo.

Ora sulla vicenda torna Clara Usón, una delle voci più chiare della narrativa contemporanea spagnola, con L’assassino gentile, terzo titolo pubblicato da noi da Sellerio dopo i più che fortunati La figlia e Valori. E sarà fortunato editorialmente anche questo romanzo no-fiction perché tutte le qualità che sono riconosciute alla scrittrice catalana (sensibilità poetica, profondità psicologica, chiarezza narrativa) fanno da sostanza a queste pagine, presentate come uno specchio che, all’immagine della povera attrice spagnola, rimanda al lettore quella della stessa scrittrice nella sua giovinezza.

Un continuo rimando tra due ragazze che credevano di avere nelle loro mani la loro vita per come stavano plasmando il presente dentro cui mettono voce grandi pensatori del Novecento, da Ludwig Wittgenstein ad Alberto Camus passando per Cesare Pavese. L’autrice toglie ogni velo su argomenti urticanti: la morte, il nulla, il suicidio, di quest’ultimo viene toccata la sottile linea di demarcazione che illumina il gesto estremo se attuato da un giovane o da chi si sta dirigendo all’ultima curva del tragitto.

Di Clara Usón piace la parola alta e allo stesso tempo senza fronzoli e diretta al punto, la scrittura dolce e inaspettatamente divertente, la capacità di fare di tragedia commedia senza togliere rispetto e pathos. Il filo tra i due destini espressi nel libro resta teso fino al punto finale. Sopra, due equilibriste inquiete, autodistruttive ma aperte senza coni d’ombra alla vita. Forse questo le ha fregate.

 

Clara Usón – L’assassino timido, Sellerio, pagg. 196, euro 15

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com