Carmelo Leotta

Carmelo Leotta Risonanze berlinesi


FEN Edizioni, Brescia 2025, Emanuele Tarchi (Illustratore), 144 pagine, 18 euro Narrativa Italiana | Racconti | Società

12/09/2025 di Laura Bianchi

Berlino è da decenni meta di artisti, musicisti, scrittori; qualcuno l'ha cantata, qualcun altro l'ha dipinta, o ne ha scritto, e tutti hanno subìto il fascino dei suoi "eterni novembri", del suo essere ponte tra passato e futuro, come canta Silvestri ne La mia casa, in cui definisce la città "splendido casino organizzato Dove niente è come sembra O perlomeno niente è più com'era stato E tutto quanto intorno me lo insegna Che il passato che è già stato fatto a pezzi come un muro Qualcosa ne è rimasto per orgoglio tutto il resto invece è proiettato nel futuro". Anche il musicista, scrittore e docente Carmelo Leotta prova a darne una sua interpretazione, in un breve, ma intenso testo dal titolo emblematico: Risonanze Berlinesi, edito da FEN, in cui l'autore ci invita a una sorta di passeggiata dell'anima all'interno di alcuni luoghi significativi della città, dall'emblematica Alexanderplatz (in cui "si vede solo come Berlino non vuole essere"), fino a Friedrichshain, nel cuore della Boxhagener Platz, passando per una serie di luoghi, descritti in modo emozionale ed emozionante.

L'autore sa essere musicista anche scrivendo, perché coglie proprio le risonanze che le vie, le piazze, i bar, i musei, i club privati, persino i cimiteri e i laghi berlinesi sanno suscitare in se stesso, creandole in chi legge; ad esempio, il breve capitolo dedicato a Leopoldplatz inizia così: "Già da lontano si avverte il brulicare quieto della piazza, nel giorno di mercato: un brillare di stoviglie, un frusciare di gonne e un parlottare acuto e sommesso, continuo e crescente." Una tecnica che si direbbe sinestetica, che dalle parole conduce ai suoni, da questi alle immagini, corroborate da alcune splendide foto in bianco e nero, che catturano l'essenza del messaggio, integrandosi con le frasi.

Ma, oltre ai luoghi, Leotta sembra dirci che sono le persone ad animarli; ed ecco quindi gustosi dialoghi, che narrano gli incontri che il flâneur scrittore compie, testimonianza di apertura mentale, curiosità e desiderio di comprendere l'altro, chiunque esso sia, come nel caso di un incontro notturno in attesa di un autobus con un migrante che trova accoglienza al Café Leo: "Vieni compagno, non lasciarmi solo, seguimi mentre mi inoltro nel buio. Eccoti finalmente. Vieni da lontano, da molto lontano, me lo dici senza la pretesa di impressionarmi, col sorriso largo di chi non si aspetta nulla, che ha già tutto per sé e per gli altri", oppure in quello in cui fustiga con acume un industriale che tenta il green washing durante una serata al Capital Club, in cui lui deve suonare. Capiamo allora che le passeggiate berlinesi hanno anche un altro, più profondo scopo: fare parlare i luoghi e le persone, per fare risuonare l'eco della contemporaneità e dei suoi problemi, da quello dei rifugiati e degli emigrati di diversa origine all'omologazione dei centri commerciali, dalla mercificazione dell'arte, in primis della musica, alla guerra, quella passata e quella sempre incombente, senza trascurare quello della riunificazione, che mostra ancora tracce evidenti nel tessuto urbano.

Leotta cammina attraverso Berlino col lasciapassare del proprio status di musicista e compositore, e ci regala scorci e situazioni altrimenti irraggiungibili per un semplice turista; sarà perciò interessante tornare a Berlino con questo libro, per ripercorrere gli spazi, misurati dall'autore in senso non solo architettonico, ma anche sociologico, e trovare forse ulteriori risonanze; anzi, "la risonanza del gravido brusio del mondo".


Carmelo Leotta Nato nel 1975, sposato con due figlie, fa il musicista da oltre vent'anni. Diplomato come attore di prosa alla Scuola di Teatro di Bologna nel 1999, sceglie la carriera musicale come bassista, al seguito di band di successo sul territorio nazionale. Pur proseguendo l'attività attoriale, collabora con musicisti della scena internazionale e, dopo essersi esibito in diversi Paesi europei, si trasferisce a Berlino, dove, oltre a lavorare come strumentista per diverse formazioni, intraprende un'intensa attività di compositore e di scrittore. Autore del pezzo teatrale "Il bersaglio” (2019).