Cameron Stewart

Cameron Stewart Perché i cavalli corrono?


Carbonio Editore, 2025, traduzione di Barbara Ronca, 295 pp., Euro 19,50 Narrativa Straniera | Romanzo

15/12/2025 di Eliana Barlocco

Si può sopravvivere al dolore, anche a quello più atroce che lacera l’animo, lasciando col vuoto che amplifica ulteriormente quella mancanza? Probabilmente questa è la domanda che si è posto Cameron Stewart affrontando la stesura del suo romanzo d’esordio dal titolo Perché i cavalli corrono?, edizioni Carbonio, con la traduzione di Barbara Ronca. Ogni essere umano ha il proprio modo di affrontare quello strappo e ogni soluzione, se funziona, è quella giusta.

Ingvar e Hilda, un uomo e una donna, sono i pilastri su cui si regge la struttura del racconto. Un uomo giovane e una donna anziana, orfani entrambi di un affetto importante, strappato in maniera cruenta. Reagiscono differentemente alla perdita, l’uno abbandonando la propria vita per abbracciare la strada come nuova dimora; l’altra rimanendo ancorata alla routine, cercando di trovare uno spiraglio. L’incontro tra i due sfocerà in un rapporto essenziale, ruvido, segnato dal rispetto e da cui ognuno, a suo modo, trarrà beneficio.


Un romanzo fatto di silenzi attraverso i quali ci giungono forti le voci. Ingvar per buona parte del romanzo non parla, esprimendosi solo attraverso i pensieri e il suo personale diario. Hilda parla col marito riempiendo il vuoto enigmatico lasciato dallo stesso con conversazioni che mai hanno avuto in vita. Sullo sfondo, l’ampia natura australiana, paesaggi, luoghi, animali che accompagnano, a guisa di guide, i personaggi. La natura diviene così il terzo protagonista del romanzo, e anch’essa colora il silenzio con le sfumature della sua esistenza, permettendo a due anime in difficoltà di ri-calibrarsi.


L’uso del corsivo va a sottolineare la voce dei morti, la presenza fievole dei viventi viene accompagnata dall’assenza costante dei loro cari. Un vuoto che non è tale in quanto spazio, ma è Spazio tra i vuoti dell’esistenza.