Autori Vari - introduzione di Roberto Galaverni È ancora possibile la poesia. Poetry Nobel lectures
Vallecchi, 2025, introduzione di Roberto Galaverni, Traduzioni in collaborazione con Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna a cura di Andrea Ceccherelli, Disegni di Simone Cortello, 320 pagine, 18 euro Saggi | Letteratura | Poesia
07/10/2025 di Laura Bianchi
È ancora possibile la poesia. Poetry Nobel lectures coinvolge fin dal titolo. Non sfugge infatti un'importante omissione, rispetto al celeberrimo discorso che Eugenio Montale tenne in occasione del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, esattamente cinquant'anni fa. Montale aveva posto un interrogativo, anche nel titolo della Lecture, proprio per rimarcare provocatoriamente la distanza tra poesia e società moderna, in linea con la consapevolezza lucidamente disincantata, propria dei suoi ultimi anni.
Bene ha fatto il critico Roberto Galaverni a espungere il punto interrogativo dal titolo; perché la risposta, a cinquant'anni dalla domanda, c'è, ed è affermativa. Per dimostrarlo, la casa editrice Vallecchi ha pensato di riunire i discorsi pronunciati dai poeti vincitori del Nobel, coinvolti nell'ardua impresa di sottolineare la responsabilità sociale e storica che il gesto poetico comporta.
Come scrive il ciritico e studioso Roberto Galaverni nell’introduzione: «in quello che si può considerare il più ristretto ed esclusivo dei generi letterari – il discorso del Nobel: non più di uno all’anno, e per quanto riguarda la poesia ancor meno –, di regola l’argomentazione parte dal basso e da dentro: vicende private intrecciate con quelle pubbliche, la storia di una vocazione, il rapporto sempre misterioso e insondabile tra le vicissitudini personali e la creazione poetica, la natura della poesia. Questi discorsi sono tutti diversi, ma battono anche sugli stessi temi, finendo così per corrispondersi intimamente.» E i temi riguardano le relazioni tra etica ed estetica, tra tradizione e innovazione, o tra individuo e società, o tra questa e le ideologie, ma sono anche di tipo linguistico, stilistico, strutturale, e vengono concepiti e trattati dai Nobel nei modi più diversi.
Josif Brodskij, Nobel nel 1987, scrive: "Se l'arte qualcosa insegna (e a un artista in prima istanza) è appunto il privato dell'esistenza umana". e Jaroslav Sejfert, nel 1984, pensava già che occorreva occuparsi dello "stato lirico dello spirito", del "pathos", senza il quale, a detta sua, ogni emozione poetica sarebbe impossibile. D'altro canto, Seamus Heaney, nel 1995, dà credito alla poesia "per la sua fedele aderenza alla vita, in ogni senso dell'espressione", e per l'immensa Wislawa Szymborska il vero poeta "deve continuare a ripetersi "non so"". Nell'ultimo discorso raccolto qui, datato 2023, Louise Glück fornisce forse una risposta provvisoria, eppure convincente: "Alcuni poeti vorrebbero raggiungere molte persone in una linea sequenziale, temporale, nel tempo, nel futuro, e in una maniera profonda questi lettori si presentano sempre da soli, uno dopo l'altro".
Sì, la poesia è ancora possibile, fragile imbarcazione nelle tempeste di tempi in continuo mutamento. E leggere i discorsi di questi poeti aiuta a comprenderlo sempre meglio. Opera densa, ricca, stimolante, da centellinare e lasciare decantare, proprio come una poesia.
Roberto Galaverni È nato a Modena nel 1964 e vive a Berlino. Critico letterario e saggista, scrive per le pagine culturali del «Corriere della Sera». Tra le sue pubblicazioni: Nuovi poeti italiani contemporanei (Guaraldi, 1996), Contemporary Italian Poets («MPT», 1999), I luoghi dei poeti (Palomar, 2001), Dopo la poesia. Saggi sui contemporanei (Fazi Editore, 2002), Il poeta è un cavaliere Jedi. Una difesa della poesia (Fazi Editore, 2006), Poesie italiane 2017 (Elliot, 2018), P.P.P. Poesie Per Pasolini (Mondadori, 2022).