Antonio Di Bianco Guardami con nuovi occhi
Autoprodotto, 2025, prefazione di Eva Gerace, 163 pagine ill., 9,55 euro su Amazon Emergenti | Poesie
22/01/2026 di Laura Bianchi
Un primo consiglio: aprendo il volume di Antonio Di Bianco, Guardami con nuovi occhi, bisogna anche, se si può, aprire Spotify: a questo link si troveranno duecento canzoni che possono efficacemente accompagnare la lettura delle riflessioni dello psicologo e scrittore su vita, amore, esperienze vissute da lui o incrociate ascoltando gli altri, assorbendone pensieri, dubbi, dolori, gioie, angosce e speranze. Lo stile di Di Bianco è diretto, schietto; sceglie parole spesso di uso comune, non disdegna espressioni colorite ("Mi hai dato case intrise di ostilità, / occhi di vetro, sorrisi di plastica, / porte chiuse, mura alte, / dispetti, ignoranza, / gente di merda a farmi la guerra / perché il mio sangue non era il loro") per esprimere la fatica del "mestiere di vivere", ma sa innalzarsi in modo lirico, ogni qualvolta ne avverta la necessità, come nell'haiku La luna misteriosa:
"Danza l’ombra,
occhi di luna scrutano,
silenzio eterno."
Che Di Bianco abbia molto viaggiato e vissuto emerge dalla silloge, che abbraccia componimenti di diverse epoche e provenienze, legati dallo stesso filo rosso di un amore, per la vita, per le donne, per il mondo e per i Paesi visitati, in cui si è formato e nelle cui lingue ha parlato, come Il destino degli innamorati, tradotta in vari idiomi, ma anche per le persone incontrate durante la sua professione. E che abbia innato il desiderio di chiarire i motivi delle emozioni dell'animo umano, il proprio e quello altrui, sono testimonianza anche alcune "Sinossi", che propone al termine del componimento stesso, come nel caso di Spento, in cui lo scritto è collegato all'ascolto di gruppi o cantautrici contemporanei, dai Muse a Hilary Duff, in un tentativo riuscito di sinestesia, comprovata anche dalla playlist di cui si parlava sopra. Curioso e originale, gustoso si direbbe, è anche un altro abbinamento sinestetico, tra lettura e gusto, nel momento in cui Cristiana Caccamo, chef e pasticcera, propone la ricetta di una semplice crostata al limone, per corredare Un nuovo paio d'occhi, che si conclude con un omaggio ungarettiano. Ad arricchire l'opera, le immagini di Arián Rodriguez Franco, di Arianna Ramondino, di Maria Francesca Ioculano, e un'intervista - riassunto di alcuni interventi per la stampa; un modo irrituale, ma efficace, per entrare in sintonia con l'anima dell'autore. Letteratura, musica, arte, cibo, vita: non fosse che per questa sinergia, la raccolta merita di essere letta, compresa e gustata, in tutti i sensi.
Antonio Di Bianco, psicologo, parla quattro lingue e scrive dall’età di 16 anni. Pubblica dal 2011 e scrive principalmente poesie ma anche testi di canzoni, articoli e racconti brevi. Ha pubblicato in Venezuela, Italia, Colombia, Messico, Argentina, Cile, Perù, USA, Brasile, Repubblica di San Marino, Malta, Romania e Spagna. Scrive in italiano, inglese, spagnolo, portoghese e rumeno.