Anonimo

Anonimo Alice: i giorni della droga


Feltrinelli 1999, € 6,20

di Andrea Balestri
Se i libri si giudicassero dall’impatto “Alice :i giorni della droga” meriterebbe sicuramente un posto d’onore sul mio podio privato. Sono sicuro che questo è dovuto al fatto che lessi il libro in tenera età e ciò ingenerò una forte suggestione che è comunque intrinseca in questa storia. Ancora oggi, seppure siano passati un bel po’ di anni e gli eventi narrati mi appaiono offuscati, è ben chiara l’angoscia, la morbosità e il turbamento che provai nel leggere queste pagine.

Alice è il nome di fantasia della protagonista del racconto; per la precisione si tratta del diario di una quindicenne degli Stati Uniti rimasta anonima. Tuttavia rimane il dubbio sull’autenticità del diario, anche se in questo caso vorremmo credere in una veridicità che ha l’effetto di rafforzare il valore di un libro documento degli anni settanta.

Le pagine testimoniano un intero anno della vita di una ragazza che ci appare ingenua e fragile come, del resto, un po’ tutti a quella età. Nell’arco di questo tempo la vita della protagonista conoscerà uno sconvolgimento totale e imprevedibile, un mutamento totalmente causato dall’incontro con la droga, a cui Alice è iniziata senza sceglierlo. Se dapprima il rapporto con la droga sembra solo una circostanza sporadica mantenuta sotto controllo, ad un certo punto il vortice in cui Alice si trova inizierà a girare così vertiginosamente che la sua volontà diverrà succube degli eventi, i quali si avvicenderanno in un crescendo di angoscia e disperazione. La lucidità e il senso di tragedia che percorrono il libro sono esemplari. E se inizialmente fa quasi sorridere l’innocenza che trasuda dalle pagine di questo diario, la morbosità e l’angoscia prendono poi il sopravvento assieme a un fastidioso senso di impotenza che si impadronisce del lettore, testimone passivo di un autentico dramma. Naturalmente un tale scritto alimenta una serie di riflessioni che vanno al di là del tema degli stupefacenti, abbracciando ragionamenti sociologici ampi: dal rapporto genitori figli, alla sessualità, questioni che ogni lettore poi potrà sviluppare altrove, perché Alice si limita a descrivere quello che le accade e non ha la pretesa di saper spiegare i perché della sua difficile età. Alice è la protagonista e la testimone di un destino al di fuori di ogni controllo che finirà per inghiottirla. Così, anche quando le cose sembreranno poter tornare ad una normalità che a quel punto non è più definibile tale, il vortice si sarà trasformato in un vero e proprio uragano, ingovernabile e incontrollato.

Tirando le somme ho la certezza che la lettura di questo libro per un’adolescente possa funzionare più di cento campagne sociali contro gli usi degli stupefacenti, ma anche la mente di una persona adulta e consapevole potrà apprezzare la lucidità e l’innocenza delle parole di Alice.