Anne Holt

Lacondanna

Anne Holt


Einaudi, 2018

di Corrado Ori Tanzi
A.D. 2001: Dina, una bambina di tre anni, muore in un incidente stradale. Qualche mese più tardi sua mamma la segue, ma questa volta le circostanze non sono così evidenti. I sospetti cadono su Jonas, il papà di Dina, e la ruota gira talmente male per l’uomo che nel giro di poco tempo si trova addirittura in carcere condannato per omicidio.

Passano quindici anni. Il fascicolo dell’uomo arriva nelle mani del detective Henrik Holme. Altro che cold case. Basta una lettura per capire che i dati non combaciano come un orologio svizzero. Gli errori gli appaiono così evidenti che incomincia seriamente a pensare che siano stati commessi volontariamente e che da allora un uomo innocente stia scontando una pena non sua. Holme riesce a coinvolgere nel suo dubbio Hanne Wilhelmsen, la donna che gli insegnò come si diventa poliziotti investigativi, che decide di indagare di nuovo.

I due si mettono al lavoro e presto scoprono che non si tratta solo di errori, ma che il fato che ha travolto Jonas sia intrecciato al suicidio di un blogger e il sequestro del nipote di un uomo molto facoltoso. Che cosa successe in quel lontano 2001?

Con il decimo romanzo dedicato alla saga della detective Wilhelmsen, La condanna, Anne Holt intanto incomincia a spostare il centro dell’occhio investigativo fornendo a Henrik Holme i gradi che gli sono propri, dopo averlo presentato ai lettori nel 2001 nelle pagine de Il presagio quale detective neodiplomato inserito nel ciclo di Johanne Vik e Yngvar Stubø.

La regina contemporanea del thriller nordico ritorna sul suo archetipo privilegiato, la famiglia, con una storia di disfacimento plurimo. Tre esistenze lacerate, usate e manipolate da una forza che non intende risolvere il dilemma sulla sua natura: tragico caso o piano criminale? Con il pathos di sempre e il suo linguaggio incalzante, l’autrice dà forma e vita a una storia gelida dentro cui gli abituali spigoli caratteriali della sua eroina, sempre intransigente verso se stessa ed esigente verso gli altri, si combinano perfettamente. Gioca con le nostre paure, le nostre fobie più comuni senza farne romanzo psicologico (né tantomeno sociale), la preghiera incessante che quello che si sta leggendo resti pagina di libro.

Non è così ovviamente. Non ci apparteniamo, anzi le nostre vite sono molto appetite da interessi che non comprenderemmo neanche se ce li spiegassero dieci volte. Ecco perché le pagine di Anne Holt, più che parlarci, ci prendono a schiaffi.

 

Anne Holt, La condanna, Einaudi, 424 pagg., 19 euro

Corrado Ori Tanzi – https://8thofmay.wordpress.com