Angelo De Negri e Aldo Pedron LIVE AID. Il juke-box globale compie 40 anni
Arcana, 2025, prefazione di Ezio Guaitamacchi, 552 pagine con illustrazioni, 25 euro Musica | Saggi | Storia
12/07/2025 di Laura Bianchi
Il 13 luglio di quarant'anni esatti fa, due miliardi di spettatori in tutto il mondo si collegarono per seguire un evento irripetibile, nato da un sogno, e concretizzatosi in un concerto che restò nella memoria collettiva come un rito indimenticabile: al Wembley Stadium di Londra, e al Kennedy Stadium di Philadelphia, settanta tra musicisti e band si esibirono sotto il coordinamento di Bob Geldof, per il Live Aid, il megaconcerto per raccogliere fondi da destinare all'Etiopia, che trasmise musica per circa sedici ore. Un evento in diretta televisiva, che stavolta non è azzardato definire epocale, perché segnò non solo l'atto di nascita della solidarietà in musica (vennero raccolti, attraverso il solo uso del telefono fisso - internet non esisteva ancora - 150 milioni di dollari!), ma anche l'illusione che questa potesse davvero cambiare la realtà.
Si esibirono, tra gli altri, di qua e di là dall'Atlantico, Brian Ferry, U2, Dire Straits, Queen, Simple Minds, David Bowie, Pretenders, Who, Santana, Pat Metheny, Elton John, Wham!, Paul McCartney, Neil Young, Eric Clapton, Led Zeppelin, Mick Jagger, Tina Turner, Bob Dylan, Lionel Ritchie, Harry Belafonte, e molti altri, alcuni con performance memorabili (i Queen diedero vita a venti minuti di delirio collettivo, con tutto lo stadio che cantava con loro, gli U2 proposero una versione intensa di Bad, David Bowie restò nella mente di tutti con la sua Heroes, Elton John e George Michael unirono le voci in un'incredibile Don't let the Sun), altri con stecche, che comunque resero più vera la resa live (i Led Zeppelin sbagliarono quasi tutto, Dylan con due degli Stones suonò Blowin' in the Wind con la chitarra stonata).
Per chi l'ha visto, e per chi non c'era, ecco quindi arrivare un libro ponderoso, dettagliatissimo, accurato, che ovviamente si intitola LIVE AID. Il juke-box globale compie 40 anni, che, con la guida di Angelo De Negri e Aldo Pedron, si propone di sviscerare ogni particolare di quella giornata campale. Con la consueta, minuziosa attenzione per i dettagli, Pedron e De Negri ci riportano all'interno della genesi dell'evento, ricostruendone i precedenti (Big Sur, Monterey, Newport, Woodstock, questi senza il supporto di dirette televisive), la spinta dell'attivismo (Concert for Bangladesh, No Nukes, fino all'operazione Band Aid - Do They Know it's Christmas, seguita da We are the World e da una serie di concerti "for Africa"), con l'aiuto di interventi mirati di alcuni esperti: dalla prefazione di Ezio Guaitamacchi, all'approfondimento storico economico di Giovanni Fabbi, per arrivare all'analisi dei fenomeni di quegli anni, la nascita di MTV, la diffusione del walkman, l'inizio dell'hip hop, ma soprattutto quello che i due autori chiamano "il sogno di unire il mondo" con la musica, coadiuvato dai progressi della tecnologia satellitare e di schermi sempre più definiti.
Non mancano i profili dei grandi promoter e di altre figure chiave dell'organizzazione, ma nemmeno quelli dei vari presentatori, sui palchi e in televisione, che coordinarono quello che viene definito "un caos organizzato". E ovviamente, spazio viene riservato a Geldof, alla sua follia lucidissima e all'energia comunicativa con cui animò i suoi interventi per raccogliere fondi, ripetendo "Donate NOW!"; inoltre, a ogni artista viene dedicato un articolo, in cui viene riportata la cronologia dell'esibizione, con tanto di scaletta, e non mancano cenni biografici aggiornati su ciascuno.
Concludono la monumentale opera alcune testimonianze di alcuni testimoni di quel giorno: Ermanno Labianca - che ha la palma di migliore definizione dell'evento: "un crocevia pazzesco" -, Federico Guglielmi, Stefano Senardi, e una raccolta di foto di memorabilia, che ci riportano a quarant'anni fa. Una lettura precisa, non nostalgica, ma nemmeno asettica, capace di rendere intatta la temperatura di quel giorno impossibile da riprodurre, se non nel ricordo.
Angelo De Negri Cofondatore dell’associazione MusicArTeam, è coautore insieme a Athos Enrile e Andrea Pintelli di Acqua Fragile (Arcana, 2022), Woodstock (Arcana, 2023) e 1973 – L’anno cruciale della musica raccontato in 73 dischi leggendari (Arcana, 2023).
Aldo Pedron È stato tra i fondatori della rivista Mucchio Selvaggio e direttore di L’Ultimo Buscadero. Ha scritto per innumerevoli riviste specializzate e ha collaborato alla stesura dei volumi anni Sessanta e anni Novanta dell’Enciclopedia Rock (Arcana) e a 100 Dischi ideali per capire il Rock (Editori Riuniti). È autore di Good Vibrations – La storia dei Beach Boys (Arcana, 2016), Ry Cooder – Il viaggiatore dei suoni (Arcana, 2017), Born on the Bayou – La storia dei Creedence Clearwater Revival (Arcana, 2018), La mia Guida Jazz (Edizioni Applausi, 2018), L’onda sulla baia – San Francisco: Sound, Poeti & Silicon Valley (Arcana, 2021), Treni in Musica – Canzoni a tutto vapore (Edizioni Applausi, 2024).