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Almudena Grandes

I pazienti del dottor García

Almudena Grandes


Guanda, 2018

di Corrado Ori Tanzi
Madrid 1936. La capitale è sotto assedio, dilaniata dalle bombe dell’esercito nazionalista. Guillermo García Medina è un giovane libertario, “il medico dei rossi” viene chiamato. La sua scelta lo ha portato a soccorrere i combattenti repubblicani, imparando sul campo a praticare le prime trasfusioni di sangue. La guerra civile non lo ha obnubilato. Dà rifugio in casa all’amica d’infanzia Amparo Priego, molto bella e falangista. Guillermo non si nasconde la verità: con l’entrata in città di Franco il loro legame terminerà e per lui ci sarà soltanto il plotone d’esecuzione. Pessimismo in eccesso il suo. Perché uno dei suoi pazienti, Manolo Arroyo Benítez, uno con cui lui stesso giocava a scacchi e si dedicava a lunghe conversazioni, lo salva. L’uomo è una spia, agisce misteriosamente e dal nulla gli mette sotto il naso il salvifico lasciapassare.

Parte l’avventura. Che non si chiude con la Spagna, ma che abbraccia il secondo conflitto mondiale e la successiva Guerra Fredda, nella quale i due sono calati nella missione di portare alla luce un’organizzazione criminale volta all’espatrio dei criminali nazisti. Tutto a posto? Mica tanto. A partire dalla mente dell’intera direzione: Clara Stauffer, nazista e falangista.

Tra fughe, infiltrati, doppiogiochisti, identità falsificate, uomini ombra e missioni in incognito si dipana I pazienti del dottor García, l’ultimo e mastodontico libro di Almudena Grandes, narrazione con il drumming da thriller e il vestito del romanzo storico. Politica e morale, senso della propria e dell’altrui identità, mistero e luce del sole, la scrittrice madrilena cuce una storia con oltre 200 personaggi giocando in continuazione la carta del doppio contrario. Un lavoro colossale durato quattro anni di apnea narrativa che si spinge ben oltre la Spagna, planando come una pallina impazzita della roulette in Svizzera e Inghilterra, Germania e Russia, Stati Uniti e Argentina.

Il dramma di un Paese moltiplicato per tutte le terre in cui il conflitto mondiale è stato soltanto una causa non un effetto. Il romanzo è il quarto capitolo della serie dei sei Episodi della guerra interminabile che l’autrice vuole comporre per raccontare il tempo del generalissimo Francisco Franco, che è stato poi il periodo più profondo, da qualunque angolazione lo si voglia guardare, del Ventesimo secolo in Spagna. Spiccano le due figure femminili, Amparo e Clara, con quest’ultima contraddizione perenne e genio del male più vero che verosimile ancorché sgorgato dalla penna di una romanziera che (anche) della lotta in favore di una più forte e autentica coscienza delle donne è una resistente militante.

Nell’anno di Aramburu e Cercas ecco le ottocento e passa pagine di Almudena Grandes. I grandi narratori spagnoli sentono l’esigenza del romanzo politico per coprire un vuoto o reagire contro l’incapacità collettiva di elaborare un lutto vero e proprio arrivando alla sintesi (anche) delle proprie responsabilità su ciò che è stato il profilo di sangue nazionalistico e localistico in terra di Spagna. Un lavoro utile. Che, annusando l’insipienza delle nuove generazioni, diventerà necessario via via con gli anni.

 

Almudena Grandes, I pazienti del dottor García, Guanda, 816 pagg., 22 euro

 

Corrado Ori Tanzi

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