Alex Franchi, Fulvio Fiore Le 1202 copertine di Ciao 2001
Isla Publishing, 2024, 495 pagine, 50 euro Musica | Società | Giornalismo
14/02/2026 di Giuseppe Catani
Da Rada Rassimov ai Blind Melon. Ovvero, l’opera omnia di Ciao 2001 racchiusa in Le 1202 copertine di Ciao 2001: 1202 copertine raccolte e classificate in un volume fotografico, curato da Alex Franchi e Fulvio Fiore.
Dal 26 gennaio 1969 al 29 dicembre 1993, tanto durò l’esperienza (a esser pignoli, non è esattamente così: ci torneremo) di una rivista che cambiò le coordinate della critica musicale tricolore. Passare in rassegna, una dopo l’altra, le copertine di Ciao 2001 spiega come meglio non si potrebbe il modo in cui sono cambiati i gusti musicali dei giovani italiani nel corso degli anni. Sia pur con lentezza (partire ritraendo in prima pagina l’attrice Rada Rassimov qualche dubbio sul futuro, come minimo, lo poneva…), il settimanale romano si è fatto portavoce, almeno nei suoi primi anni di vita, della musica “altra”, che tanto poco spazio trovava nella carta stampata o nei canali Rai, televisivi o radiofonici che fossero, fatte salve le dovute eccezioni. La musica pop (il termine prog non era ancora in auge) fu il vero cavallo di battaglia della redazione del primo Ciao 2001, che puntò con coraggio sulla musica dei capelloni: ecco, dunque, le copertine con i Genesis o i Jethro Tull, Frank Zappa, i giovani Franco Battiato e Claudio Rocchi. Senza dimenticare quello che oggi definiamo Classic Rock (Rolling Stones, Beatles, Eric Clapton e così via) e mantenendo un certo atteggiamento barricadero, come testimoniano l’organizzazione del Festival “Controsanremo” e le tante inchieste, anch’esse “strillate” spesso in prima pagina, su temi cari ai giovani come la scuola, la droga, la sessualità. Con il progressivo, chiediamo venia per l’inglorioso gioco di parole, decadimento del progressive, Ciao 2001 provò ad aprirsi ai cantautori (anche a quelli politicizzati), al punk, addirittura alla disco-music, che allora (come oggi) veniva vista col fumo negli occhi dai puristi del rock. Mentre gli anni ’80 furono quelli della leggerezza, dei Duran Duran vs. Spandau Ballet, di Madonna, del rock fm, dello sdoganamento del Festival di Sanremo, pur con un minimo sindacale di attrazione verso il rock’n’roll sempre presente. Nell’ultimo periodo di vita, ci fu un tentativo, fuori tempo massimo (la concorrenza, ormai, aveva avuto la meglio), di aggrapparsi alle nuove espressioni della musica giovanile, leggasi hip-hop, grunge, alt-rock. Non per niente, l’ultima immagine di copertina di Ciao 2001 è dedicata, come ricordato poco sopra, ai Blind Melon.
Un attimo, però: in realtà, Ciao 2001 ebbe una seconda, se non terza, vita. Nel 1999 ne uscirono dieci numeri con cadenza mensile, che i due autori hanno ritenuto di non includere nel volume. Poi, tra il 2023 e il 2025, la Sprea tentò di resuscitare la testata uscendo ogni due mesi e proponendo un mix di vecchi e nuovi articoli, esperienza durata lo spazio di nove numeri. Non è detto che qualcuno, prima o poi, ci riprovi. Nel frattempo, godiamoci questo Le 1202 copertine di Ciao 2001, ne vale la pena.
Fulvio Fiore e Alex Franchi sono due giornalisti, beatlesiani doc e appassionati collezionisti.