Abbie Hoffman

Abbie Hoffman Ruba questo libro


Stampa Alternativa, 1997, £. 14.000

di Andrea Balestri
UN MANUALE DI CONTROPOTERE AMERIKANO

Questo libro, è sì una parodia di quei manuali onniscienti tanto in voga fra gli anni 60 e 70, ma è soprattutto un manifesto di controcultura della società statunitense, un manifesto della generazione hippie/yippie. Il libro, scritto dall'autore durante una permanenza in carcere, è stato scartato all'epoca praticamente da tutti gli editori per poi essere pubblicato attraverso un autofinanziamento fra gli stessi amici di Hoffman. Contiene due sezioni principali denominate "Sopravvivi!" e "Combatti", al cui interno si sviluppano capitoli che si possono leggere anche singolarmente essendo appunto il libro concepito come manuale. La versione originale conteneva anche una terza parte denominata “Libera” che riportava luoghi, indirizzi, orari e notizie utili cui far riferimento in quattro grandi città USA, ed è stato quindi ritenuto poco significativo per essere inserito nella versione italiana. Vi sono capitoli della prima parte che spaziano da CIBO LIBERO, al cui interno vi si possono trovare persino alcune ricette, ad altri come TRASPORTI LIBERI, DROGA LIBERA o DENARO LIBERO, di matrice maggiormente sociologica. La lettura, oltre ad essere interessante a livello di conoscenza personale, è a tratti perfino divertente grazie alle doti di arguzia dell'autore. La seconda parte è invece focalizzata su un punto di vista più politico/sovversivo, seppure mantenga intatta una certa dose di pragmaticità. Si spazia da capitoli come DITELA TUTTA, FRATELLI E SORELLE, al cui interno si danno dritte per realizzare mezzi d’informazione alternativi, ad altri come DISORDINI, dove si illustrano tecniche e mezzi di combattimento urbano. Da notare poi che il libro è arricchito da disegni, foto e vignette alquanto gustose. Molte delle cose scritte risultano obsolete e anacronistiche ai giorni nostri, ma rimangono importanti come testimonianza di un' epoca che poi non è così lontana. Hoffman si fa bandiera del mondo dei meno fortunati, degli esclusi dal grande banchetto della ricchezza dei pochi a discapito dei molti, e in questo suo immolarsi forse a volte eccede nei toni, ma occorre calarsi nell'atmosfera di quegli anni, nel clima e nel fervore giovanile che imperversava in quei giorni, per riuscire a contestualizzare obiettivamente questo scritto. Uno scritto che, anche se può non essere condiviso nel suo insieme, fa parecchio riflettere su come il disagio sociale, partito con l'avvento del consumismo occidentale di massa, seppur attraverso diverse forme ed intensità, sia arrivato fino ad oggi. E ciò è ancora più vero in questo nuovo secolo che vede la nascita di un movimento sociale trasversale, quello cosiddetto no-global, che chiede a gran voce udienza, e in cui si assiste all'acuirsi di tensioni internazionali troppo lungamente sottovalutate che chiedono risposte a cui forse non ci si può più sottrarre.