AA. VV Francia
Iperborea, Collana The Passenger, 192 pp, 22 euro Società | Saggi
02/12/2025 di Arianna Marsico
Pensi alla Francia e pensi a Parigi, la Ville Lumière. Pensi alla musica francese e pensi a Édith Piaf. Eppure, poi, fatti come i blocchi dei Gilets Jaunes e le rivolte nelle banlieues ti fanno capire che c’è molto di più. Che esiste una Francia rurale e una Francia all’infuori del cosiddetto Esagono.
È questa la Francia che Iperborea racconta con il volume della raccolta The Passenger, ed emergono cose meno note. Ad esempio, si scopre come un approccio ancora sostanzialmente colonialista caratterizzi i rapporti con i territori d’oltremare (Lontano dall’esagono, lontano dal cuore di Estelle- Sarah Bulle). Oppure che il vietato vietare di stampo sessantottino abbia finito con il creare paradossi quando si parla di consenso (Vietato vietare di Simon Kruper) e che si stiano creando quasi piccole enclave reazionarie (Giocare col fuoco di Nadia Pantel).
Emerge come anche la Francia non sia immune al fenomeno della costante erosione di un patrimonio di stato sociale, dalla crisi della psichiatria (La grande sofferenza di Simon Rossi) a quella delle Maisons des jeunes et de la culture (Il profeta di Orly di Maïnam Guissé). E in fondo film come L'odio (La Haine) di Mathieu Kassovitz già nel 1995 avevano squarciato il velo su una realtà molto meno monolitica e molto più complessa.
La Francia sembra trovarsi a un bivio. Continuare a credere in un passato che forse non esisteva nemmeno ai tempi delle prime edizioni del Tour de France (La montagna Sacra di Pierre Carrey), oppure guardare al futuro, come sembra fare la partecipazione della cantante Aya Nakamura alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici del 2024.
Ma forse non è solo la Francia a trovarsi a un bivio, e collane come The Passenger sono un utile strumento contro bias cognitivi e pregiudizi.