Zhang Yimou

azione

Zhang Yimou LA FORESTA DEI PUGNALI VOLANTI


2004 » RECENSIONE | azione
Con Zhang Ziyi, Andy Tak wak, Takeshi Kaneshiro

di Calogero Messina
Zhang Yimou c’ha preso gusto! Dopo “Hero” eccolo ritornare sul luogo del delitto e realizzare con il suo nuovo film “La foresta dei pugnali volanti” una seconda incursione nel genere “wuxia” (il nostro “cappa e spada”). Una Battaglia nella Foresta di Bambù, il Cavaliere Errante, i duelli a scherma, le lotte per una causa politica o patriottica: questi gli ingredienti principali del genere che la sensibilità ed estro artistico di un regista come Yimou (“Lanterne Rosse”, “La strada verso casa”) sono stati capaci di reinventare dando vita sì ad un classico film d’azione – dove naturalmente le arti marziali la fanno da padrone – ma imbevuto ed impregnato di forti emozioni e personaggi ben caratterizzati che ne fanno un “clone” unico nel suo genere. La storia d’amore contrastata e tragica tra la ballerina cieca Mei (Zhang Ziyi, un volto difficile da dimenticare) ed i due capitani della contea di Feng Tian, Leo (Andy Lay Tak Wak, un cattivo da antologia) e Jin (Takeshi Kaneshiro, un “Cruise” orientale con lo stesso fascino, prestanza, spavalderia e presa sul pubblico femminile) diventa l’eterno racconto sulle dilanianti passioni umane dove l’Amore, l’Odio, la Passione e la Vendetta si elevano a veri protagonisti di questa storia romantica avvolta nell’involucro di un film d’azione. Ma sono proprio le artistiche e seducenti sequenze, che vedono i nostri tre protagonisti combattere (la ballerina è un esponente di spicco dell’esercito ribelle della “Casa dei pugnali volanti” mentre i due uomini sono al servizio dell’esercito locale della dinastia dei Tag già in fase di declino nell’859 d.c.), a raffreddare le emozioni di un film che per troppo manierismo ed artificio tecnico racconta le passioni umane con l’algidità e schematismo di una regia sorprendente nei suoi movimenti di macchina, ma retorica e piatta nel farsi voce di quel sentimento disperante ed universale che è l’Amore.